Il fatto
12.04.2026 - 10:30
Un maxi sequestro di droga al termine di una mirata attività info-investigativa e di un’intensificazione del controllo economico del territorio finalizzata alla prevenzione e alla repressione della detenzione e dello spaccio di stupefacenti. E’ quello che è stato effettuato giovedì dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, con in prima linea i militari della Compagnia di Terracina guidata dal capitano Gianmarco Sportiello, in un’abitazione di via Campo La Mola a San Felice Circeo e che ha portato agli arresti del 41enne terracinese Alessandro Cascarini - noto per essere stato coinvolto nelle inchieste “Lupin” e “Terminal” - del 25enne di nazionalità marocchina Ksouri Ayoub e della 50enne sanfeliciana C.D.M.
Ieri la donna, difesa dall’avvocato Guido Calisi, è stata l’unica a rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, alla presenza del pubblico ministero Marco Giancristofaro, nell’interrogatorio di convalida che si è concluso con la conferma degli arresti e con la 50enne - che si è detta estranea ai fatti - rimessa in libertà.
L’operazione delle Fiamme Gialle ha consentito di scoprire nell’abitazione risultata «riconducibile ai due uomini e occupata dalla donna», come reso noto ieri dal Comando provinciale della Guardia di Finanza, circa 30 chili di sostanze stupefacenti così suddivise: circa 22 kg di hashish divisi in oltre 200 panetti, circa 2 kg di marijuana e quasi 4 kg di cocaina abilmente occultati in più punti della casa, tra cui un frigorifero e sotto alcuni cuscini di un divano.
I militari hanno anche ritrovato, e sequestrato insieme alla droga, diversi bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e una pistola a salve priva di tappo rosso. «L’immissione in commercio di tutte le sostanze stupefacenti, verosimilmente destinata al mercato locale anche in vista dell’intensificazione dei consumi nella stagione primaverile ed estiva - hanno sottolineato dal Comando di Latina -, avrebbe fruttato diverse centinaia di migliaia di euro».
Subito dopo il blitz i due uomini, sotto il coordinamento della Procura di Latina, erano finiti in carcere mentre la donna era stata ristretta ai domiciliari. L’intervento, come ribadito dal Comando provinciale delle Fiamme Gialle, è una ulteriore conferma «della forte vocazione sociale del Corpo che, oltre a garantire l’azione tipica di polizia economico finanziaria, si pone a tutela della parte “sana” della società e dell’intera collettività, scendendo in campo in prima linea nel contrastare fenomeni di particolare allarme sociale e pericolosità per la sicurezza pubblica e la salute».
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