Il fatto
20.04.2026 - 08:30
Giornata da incubo, quella di ieri, per il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti, che da giorni vive una condizione di particolare affollamento, in un contesto di emergenza continua. Ieri mattina si è raggiunto uno dei momenti peggiori delle ultime settimane, perché a fronte di un elevato numero di pazienti in ingresso, oltre un centinaio quelli in trattamento, tra i quali molti in attesa di un letto per il ricovero in un reparto, c’erano in servizio meno infermieri del solito, principalmente per una serie di assenze impreviste a causa di malattie o convalescenze, che la struttura ospedaliera non è riuscita a fronteggiare: otto erano al lavoro ieri mattina, a fronte degli oltre dodici in turno solitamente.
Un contesto critico, nel quale si è consumata anche un’aggressione, per opera di un paziente ricoverato per uno stato di agitazione psicomotoria, che aveva già richiesto l’intervento delle forze di polizia la notte precedente ed era in attesa di una visita psichiatrica. Intorno all’ora di pranzo l’uomo si è svegliato all’improvviso e ha iniziato a dare segni di squilibrio, tanto da aggredire gli operatori intervenuti per controllare la situazione: per riportarlo alla calma e bloccarlo sono servite sei persone, compresa la guardia giurata sopraggiunta in pochi secondi, ma alcuni infermieri sono stati colpiti dai calci sferrati dal paziente e uno di loro, rimasto contuso, è dovuto ricorrere alle cure, interrompendo il servizio. Sono poi intervenuti i carabinieri per documentare l’accaduto. Insomma, la carenza del personale si è persino aggravata a fine mattinata.
In questo contesto, con le difficoltà vissute dagli altri reparti per drenare le richieste di ricovero, si sono esauriti facilmente i posti letto all’interno del pronto soccorso, ovvero tutte le barelle a disposizione, con il conseguente blocco delle ambulanze in arrivo, con attese che si sono prolungate anche per alcune ore. La fila dei mezzi di soccorso all’esterno del triage, in attesa di riprendere la barella per l’assenza dei posti a disposizione, non ha raggiunto i livelli dei giorni peggiori, ma si sono viste anche tre o quattro ambulanze ferme e una, in particolare, è rimasta in attesa col paziente trasportato, dalla mezzanotte circa di sabato sera alle 10 di ieri mattina. Solite scene, quindi, di pazienti sui letti e sulle barelle nei corridoi, uno sistemato provvisoriamente su una poltrona.
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