Avanti con la bonifica di Monte Pagliaro e di Giancos, due tra le aree maggiormente inquinate di Ponza, la prima per i rifiuti nel periodo in cui era adibita a discarica e la seconda per il gasolio fuoriuscito dall’ormai ex centrale elettrica. Per entrambi i siti si sono svolte le conferenze dei servizi ed è stato stilato il programma per la rimozione delle sorgenti inquinanti.
L’arenile di Giancos e la proprietà in quella zona di Vincenzo Mazzella, della Nautica Enros erano stati letteralmente invasi dal gasolio.
La vecchia centrale, dopo lunghe battaglie, ha alla fine chiuso i battenti e nella conferenza dei servizi è stato concordato che è ormai inutile indagare ancora sulla fonte dell’inquinamento, essendo certo che gli idrocarburi dispersi provenivano dall’impianto gestito dalla Sep.
Alla luce di tale considerazione fatta dall’Arpa Lazio, è stato così deciso, con l’accordo di Comune di Ponza e Provincia di Latina, di far redigere entro sessanta giorni alla Società elettrica ponzese un progetto esecutivo per rimuovere i serbatoi interrati e le condutture causa appunto della dispersione di idrocarburi. Specificato inoltre che, in base alle ultime analisi svolte, non risulta attualmente sull’arenile di Giancos gasolio disperso, segno che il vecchio impianto sta ancora tenendo.
Per quanto riguarda invece Monte Pagliaro, alla luce delle prime indagini sul sito compiute dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, non sono emerse particolari masse di rifiuti nel sottosuolo.
In conferenza dei servizi è stato quindi deciso, per fare piena luce sulla situazione della ex discarica, di scavare delle trincee e di effettuare dei sondaggi, finalizzati a conoscere la stratigrafia della zona e a campionare il materiale estratto. Entro un mese dovrà inoltre essere approntato un piano di caratterizzazione dell’area ed è stato concordato di chiedere alla Procura di Latina il dissequestro del sito, soprattutto per eliminare i rifiuti che si trovano ancora abbandonati in superficie.