Il Tribunale di Latina, sezione procedure concorsuali, ha accolto l’istanza presentata il 10 ottobre scorso dall’avvocato e dal liquidatore di Latina Ambiente per essere ascoltati in ordine all’ammissibilità dell’azienda alla procedura del concordato in continuità, unica chance per scongiurare il fallimento della spa a capitale misto. Il collegio presieduto dal giudice D’Auria e composto dai colleghi Vaccarella e Cina, preso atto della richiesta ed evidenziata una serie di carenze documentali da colmare, ha disposto di procedere all’audizione in camera di consiglio dei rappresentanti della società debitrice, fissando l’udienza per le 12 del giorno 21 novembre prossimo ed assegnando il termine per le integrazioni al piano concordatario entro la data del 4 novembre.
La decisione è stata accolta con cauto ottimismo dai rappresentanti della spa, anche perché i giudici hanno stabilito che il professionista incaricato di valutare la fattibilità del piano debba esprimersi con un’attestazione, qualunque sia il suo parere sulla percorribilità della procedura. Il nodo essenziale della questione, come non manca di sottolineare il Tribunale, è quello relativo alla effettiva capacità da parte del debitore principale, indicato da Latina Ambiente nel Comune di Latina, di fare fronte, nella misura indicata nel piano concordatario, alle pretese creditorie della spa di cui lo stesso Comune di Latina è socio di maggioranza con il 51% delle azioni.
Ma se da un lato la fissazione della data del 21 novembre offre un margine di speranza sulla percorribilità della procedura concordataria, dall’altro quel termine impone al liquidatore di Latina Ambiente di procedere, anche con una certa sollecitudine, alla messa in mobilità di tutti i circa 250 dipendenti (60 dei quali sono interinali) della spa.
L’eventualità che il 21 novembre il Tribunale possa decidere di far fallire Latina Ambiente, non può in alcun modo trovare impreparata l’azienda, che dunque deve comunicare ai lavoratori dipendenti il preavviso di licenziamento. Peraltro, quand’anche le cose dovessero andare nel migliore dei modi, resta ferma la data del 31 dicembre 2016 come termine ultimo della proroga di esercizio concesso alla spa dei rifiuti: anche in quel caso, prevedendo i possibili effetti di quella scadenza, Latina Ambiente non potrebbe sottrarsi all’obbligo di mettere i lavoratori in mobilità, in attesa delle determinazioni dei soci sul futuro aziendale.
Sarà un passaggio delicato e difficile, che potrebbe essere mitigato soltanto dall’estrema chiarezza degli intendimenti del socio di maggioranza, il Comune di Latina, sul futuro del servizio di raccolta dei rifiuti. Se l’amministrazione decidesse di tenere in vita la spa, riconoscendo i crediti vantati da Latina Ambiente e perfezionando un piano di rientro, i lavoratori sarebbero per la maggior parte salvi. Ma il Comune ha già detto la sua: di Latina Ambiente non vuole più sentir parlare.