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Accordo tra l'Asl di Latina e il Conservatorio: musicoterapia negli ospedali pontini

Stage nei reparti di pediatria, oncologia e salute mentale grazie alla convenzione stipulata con il Respighi: “La cura passa anche dall’umanità”

Livelli essenziali di assistenza, la Asl di Latina migliora la qualità

La musicoterapia entra ufficialmente nelle strutture sanitarie pontine come strumento di supporto ai percorsi di cura e di umanizzazione dell’assistenza. È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta tra la Asl di Latina e il Conservatorio di musica “Ottorino Respighi” di Latina, che prevede l’attivazione di stage musicoterapici all’interno degli ospedali e dei servizi territoriali dell’azienda sanitaria.

Il progetto interesserà in particolare i reparti di pediatria, oncologia e i servizi di salute mentale, ambiti nei quali numerosi studi hanno evidenziato gli effetti benefici della musicoterapia come trattamento complementare. In oncologia, il supporto musicale contribuisce a migliorare la qualità della vita dei pazienti, riducendo ansia, dolore, stress e sintomi depressivi. Nei percorsi di salute mentale favorisce l’espressione emotiva, la comunicazione e la riabilitazione cognitiva, mentre nei reparti pediatrici aiuta a rafforzare il benessere emotivo dei bambini e il legame con i genitori, facilitando anche la socializzazione.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di umanizzazione delle cure già avviato dall’azienda sanitaria, con l’obiettivo di rendere i contesti ospedalieri sempre più accoglienti e orientati non solo alla qualità clinica delle prestazioni, ma anche al benessere complessivo della persona. “Crediamo molto in questi percorsi che ci consentono di essere ancora più vicini ai bisogni delle persone - dichiara la direttrice generale della Asl di Latina, Sabrina Cenciarelli - La sanità non solo ha il dovere di garantire cure e assistenza di alta qualità dal punto di vista strettamente clinico, ma deve essere fondata su umanità e sensibilità. Per questo stiamo attivando progettualità che possano implementare sempre più l’offerta sanitaria in questa direzione”.

Con l’avvio degli stage, la musica diventa così parte integrante dell’esperienza di cura, affiancando le terapie tradizionali in un’ottica multidisciplinare che mette al centro la persona e il suo equilibrio psicofisico.

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