L'intervista
28.03.2026 - 09:00
di Giada Pastore
A farci entrare nel pieno delle dinamiche di coppia questa domenica, 29 marzo, saranno Stella e Gabriele di Casa Abis, che si esibiranno sul palco del Teatro D’Annunzio di Latina alle ore 21:00, spettacolo organizzato da Erasmo Berti per Berti Live nell’ambito della stagione “Liberi di scegliere”.
“Ancora in due” racconta situazioni comuni: dal matrimonio si attraversa la convivenza, le aspettative altrui e gli inevitabili compromessi. Casa Abis, duo comico molto attivo sui social, affronta la progressiva sgretolazione del mito della coppia stabile con il proprio stile inconfondibile: aneddoti tratti dalla loro esperienza e l’immancabile vena di veleno comico.
Abbiamo intervistato i due protagonisti.
In “Ancora in due” affrontate il tema della coppia stabile, oggi sempre più rara.
Stella: «Esatto, affrontiamo il tema della coppia in diverse situazioni: l’essere in due nei viaggi, nel tempo e anche nella sessualità. Tutti aspetti che sembrano essere un po’ passati di moda, sia l’idea della coppia tradizionale sia quella, forse più coraggiosa, di una coppia che sceglie di non avere figli».
Gabriele: «Cerchiamo di non fare rimanere soli e di accompagnare le coppie che sono ancora in due. Il nostro pubblico è eterogeneo: ci seguono bambini, famiglie, gruppi di amici, anche se noi raccontiamo soprattutto le dinamiche della coppia. Durante lo spettacolo, in una frase a cui teniamo molto, trasmettiamo proprio questo messaggio: chi è ‘solo’ coppia, chi è ancora in due, non deve sentirsi in difetto».
La coppia stabile viene spesso vista come qualcosa di “superato”: siete d’accordo o è solo una narrazione contemporanea?
Gabriele: «Io e Stella siamo una coppia per scelta. Non ci siamo sposati perché ‘si doveva fare’, ma perché, dopo sei anni di convivenza, lo abbiamo voluto. Scegliere di essere una coppia nel 2026 è un gesto profondamente contemporaneo, perché nasce dalla libertà di essere qualcosa senza dover aderire a un’etichetta. La libertà, infatti, è il vero tema del presente: è ciò che andrebbe difeso. Anche la nostra scelta di essere una coppia non ha nulla di antico, ma è il risultato di una decisione consapevole, fatta in nome della libertà».
Stella: «Per noi è importante anche la libertà di essere due persone diverse all’interno della coppia. Prima ancora di stare insieme, siamo individui, estranei, con gusti e abitudini differenti. Spesso, però, nella coppia avviene una trasformazione poco sana: si pensa che, essendo in due, si debba per forza avere gli stessi interessi. In realtà dovrebbe esserci lo spazio per restare individui, con la propria integrità, che scelgono di stare insieme proprio mantenendo le proprie differenze».
Immagino che portiate molto della vostra esperienza sul palco e sui social. Nello spettacolo c’è un momento per voi particolarmente significativo?
Stella: «In realtà, più che raccontare proprio la nostra quotidianità, portiamo in scena gli stereotipi della coppia. Però sì, nello spettacolo c’è un momento a cui siamo molto legati: il finale. È qualcosa che non riveleremo qui, ma per noi è importante lasciare un messaggio, ed è una parte che nasce proprio da noi».
Qual è allora il messaggio che sperate arrivi al pubblico attraverso lo spettacolo?
Gabriele: «Questo: l’amore e la libertà. La libertà di amarsi e la capacità di essere costanti nell’amore: scegliere ogni giorno di amare e di essere liberi. Spesso sentiamo di coppie che restano insieme per abitudine; invece io e Stella crediamo in qualcosa di diverso. Siamo liberi di andarcene in qualsiasi momento: ciò che conta è che ogni giorno scegliamo di restare e di riconfermare il nostro amore. È questo che vogliamo trasmettere: noi stiamo insieme, nonostante tutto».
Dunque, l’essere “ancora in due” è più una scelta consapevole o una sfida quotidiana?
Gabriele: «Entrambi: è una scelta consapevole e una sfida quotidiana. Non è una sfida faticosa: nella vita di coppia ci sono prove da affrontare, ma non le vivi come uno sforzo, bensì con il desiderio di superarle insieme. La ricompensa è la serenità e l’avere accanto una persona che ti sostiene».
Stella: «Ci piace pensare all’amore come a un verbo: amare. È un’azione concreta, qualcosa che scegli di fare ogni giorno verso l’altra persona. Io amo ogni giorno: è un gesto attivo, una scelta continua».
Voi siete un duo molto attivo anche sui social: quali sono le differenze tra il pubblico dal vivo è quello online?
Stella: «Siamo un po’ anomali, perché anche il pubblico sui social lo trattiamo come se fosse un pubblico dal vivo: rispondiamo ai messaggi privati e, in questi tre anni, molti sono diventati per noi volti e nomi reali. Probabilmente perché veniamo dal teatro: anche quando siamo arrivati sui social, per noi ogni ‘follow’ era già pubblico. Detto questo, il pubblico dal vivo ha un’energia diversa: a teatro ci sentiamo a casa».
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