La denuncia di Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fp sul caso dei mancati stipendi di questo mese per gli operatori Heart Life Croce Amica (il cui pagamento è stato rinviato ad oggi) «ha del falso ideologico».
A dirlo è la stessa società che contrattacca le organizzazioni sindacali, definite «confusionarie» nel trattare la notizia. Come spiega la società, «si provvedeva nei giorni scorsi a informare le organizzazioni sindacali del ritardo nel pagamento delle retribuzioni dei lavoratori, imputabile all’Ares 118».
Inoltre alla Heart Life non risulta alcuno stato di agitazione relativo delle 500 unità di personale, soprattutto perché tale cifra supererebbe di gran lunga il personale effettivamente impiegato nell’appalto nella intera Regione Lazio. Anzi, alla Heart Life «risulta che lo stato di “agitazione” è stato richiesto dalle sigle sindacali della provincia di Latina per il ritardato pagamento dei buoni pasto di una sola azienda, e non risulta che la Prefettura abbia accordato alcuna altra strategia tesa al supporto dell’azione sindacale».
Per quanto riguarda le tutele contrattuali, la società afferma che l’attuale livello di garanzia è stato concordato con le stesse organizzazioni sindacali senza alcuna modifica in pejus rispetto al passato.
«Con le sigle firmatarie - prosegue la nota - si è dato corso a una contrattazione di secondo livello che fino a oggi ha definito, tra le varie cose, i turni e l’orario di lavoro dei dipendenti (156 ore distribuite su 13 turni mensili con un debito orario di 8 ore al mese che comunque vengono retribuite). Le strumentali rivendicazioni dei segretari generali dei sindacati Cgil-Cisl-Uil puntano soltanto a screditare l’operato delle nostre imprese».