Nulla di fatto ieri mattina in Tribunale a Latina per l’udienza preliminare relativa all’inchiesta sullo spacchettammento del verde. In aula si torna l’otto giugno dal giudice Laura Matilde Campoli, ieri a causa di una mancata notifica a due parti offese l’udienza preliminare è stata rinviata e quindi sarà necessario attendere ancora. Sul banco degli imputati oltre all’ex vicesindaco di Latina Fabrizio Cirilli, altre dieci persone, tutte a piede libero che devono rispondere a vario titolo di turbativa d’asta e abuso d’ufficio.
L’inchiesta condotta dalla Procura di Latina e dal pm Cristina Pigozzo e coordinata dalla Squadra Mobile ha accertato che dal 2011 al 2014 per la manutenzione del verde, gli appalti sono stati frazionati ed erano diretti con la giustificazione della somma urgenza sempre alle stesse cooperative. Una condotta ritenuta illecita dalla Procura che ha danneggiato in questo modo le casse del Comune. Secondo le indagini l’ex vicesindaco è considerato il promotore del sistema dello spacchettamento del verde come è stato ribattezzato e poi sono imputati anche i dirigenti e i funzionari comunali che hanno firmato gli atti contestati, Grazia De Simone, Raffaele Felicello e Alfio Gentili, e i presidenti delle coop che hanno beneficiato degli affidamenti, Dario Campagna, presidente della coop «Il Gabbiano», Giuseppe Bagnato e Annunziata Bruzzese, de «La Tartaruga», Maria Edvige Angotta, della «Zefiro», Massimo Di Guglielmo, della «Progetto 2000», Angelo Nicotra, della «San Benedetto», ed Ezio Ricci, del consorzio «Delphinus». Per gli imputati gli inquirenti hanno sottolineato che nell’affidare le opere con la procedura dell’urgenza e della somma urgenza, sono state attestate in maniera falsa le condizioni di emergenza relativa all’assenza di programmazione e di eventi prevedibili da parte degli organi competenti. Per sapere se gli imputati saranno rinviati a giudizio sarà necessario attendere l’otto giugno.