La verifica della funzionalità del tutor deve avvenire ogni tre mesi.

Lo ha ribadito, in aderenza a una pronuncia della Corte di Cassazione, il giudice di pace di Latina che ha accolto il ricorso di una automobilista di Frosinone multata dal tutor sulla Frosinone-mare.

La donna, attraverso l’avvocato Giuseppe Dell’Aversano, aveva impugnato una sanzione da 270 euro comprensiva di decurtazione di tre punti sulla patente, per esser stata sorpresa nei pressi di Sonnino oltre il limite dei 90 orari.

Il tutor, che misura la velocità media e non di punta, su un tratto di poco più di un chilometro e mezzo, aveva immortalato la signora a una media di circa 110 chilometri orari.

Nel verbale, redatto dalla polizia locale di Sonnino, non era stato allegato il certificato di taratura dell’apparecchio che aveva calcolato la media tenuta dall’autovettura e, inoltre, nella misura della velocità al secondo veniva fuori un risultato diverso rispetto alla media.

Su questa incongruenza, di circa quattro chilometri orari, l’avvocato aveva presentato il ricorso, mettendo in dubbio la taratura del tutor. In particolare nel ricorso, l’automobilista contestava il fatto che il rilevatore di velocità presentava un’omologazione estesa, dalla ditta produttrice, da un altro misuratore. Il giudice di pace di Latina, Emilio Manganiello, ha accolto il ricorso e ha annullato la multa.