Parlare di incendi boschivi nel mese di gennaio, con temperature che, in montagna, scendono diversi gradi sotto zero, fa sicuramente un certo effetto. Eppure accade. L’ultimo, in ordine di tempo, si è verificato nel territorio del Comune di Maenza, specificatamente in località Sant’Arcangelo, ossia una discreta altura attraversata dai tralicci dell’alta tensione. In verità, quella zona è già stata toccata - e anche pesantemente - dalle fiamme più di una volta. L’ultima circa un mese fa. Nelle zone più a valle sono ormai presenti soltanto piccoli arbusti, visti gli incendi precedenti. Ieri, intorno all’ora di pranzo, le fiamme - a questo punto non si può escludere una chiara origine dolosa - hanno aggredito la parte più alta della montagna, dove resistevano boschi e pinete. In prossimità di un traliccio le fiamme erano già arrivate in passato. Sono intervenuti, una volta scattato l’allarme, i vigili del fuoco, ex agenti del Corpo forestale dello Stato e i volontari della Protezione civile. In quel momento sulla zona tirava un forte vento e questo, oltre ad alimentare le fiamme, ha impedito che gli elicotteri della Protezione civile potessero alzarsi in volo, considerata anche la presenza dei grossi tralicci dell’alta tensione. Comunque, il duro lavoro degli uomini a terra, pur tra mille difficoltà, vista la zona particolarmente impervia, alla fine ha avuto ragione delle fiamme. Sul posto anche il sindaco di Maenza, Claudio Sperduti, particolarmente dispiaciuto dell’accaduto. Non so più con chi prendermela - ha dichiarato - e, in ogni caso, il Corpo forestale già sta seguendo diversee piste e monitora alcuni ‘movimenti’.