È iniziato nei giorni scorsi, alla Regione Lazio, dopo la presentazione del progetto da parte della società proponente, l’iter relativo all’ottenimento della Valutazione d’impatto ambientale per il futuro impianto di trattamento e smaltimento dei fanghi biologici provenienti dai 63 impianti di depurazione dell’Ato 4, che Acqualatina intende realizzare in via Fontana Murata, nella zona artigianale di Sermoneta.

In particolare, sono stati depositati a Roma tutti gli atti relativi alla struttura che sarà in grado di trattare 26mila tonnellate annue di rifiuti, con la produzione di 33.500 tonnellate annue di prodotto finito, ossia il cosiddetto “gesso di defecazione”, che risulta essere una materia prima-seconda utilizzabile in agricoltura. In sostanza, l’impianto di trattamento riceverebbe i fanghi biologici provenienti da tutti i depuratori dell’Ato 4 (ossia dei Comuni della provincia di Latina, di Anzio e Nettuno e dei Comuni della provincia di Frosinone che rientrano nell’ambito territoriale) e li trasformerebbe, dopo un processo chimico e di idrolisi basica, in fertilizzante agricolo ricco di calcio e zolfo, due elementi che - secondo il progetto - valorizzerebbero le colture e il terreno. Il calcio, infatti, proteggerebbe le piante rinforzando le pareti cellulari delle stesse per renderle più resistenti a malattie e gelo; lo zolfo, invece, sarebbe fondamentale per l’attività della flora batterica e per il terreno coltivato.

Stando al progetto, l’impianto - a livello di strutture - possiederebbe un piazzale d’ingresso e zone a verde limitrofe, che ospiterebbero la pesa degli automezzi, l’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia, la vasca di accumulo e sollevamento delle acque reflue nella pubblica fognatura, l’area esterna di parcheggio per gli automezzi, la cabina Enel di consegna, la postazione di guardiania, l’accoglienza e l’accesso agli uffici. Nel capannone di stoccaggio e trattamento, invece, sarà creata una sezione per lo stoccaggio del fango in ingresso e una per il prodotto finito; altre aree di stoccaggio serviranno per i reattivi e per il trattamenti dei fanghi; poi, troveranno spazio la cabina di comando e monitoraggio, i locali tecnici, gli uffici e gli spogliatoi. Infine, verrà realizzato un piazzale di manovra e sosta degli automezzi, una zona verde a Nord del capannone, con vasca interrata per l’accumulo delle acque meteoriche, e una zona dove troveranno posto gli impianti di trattamento delle emissioni gassose e odorigene.

Proprio su quest’ultimo aspetto, il progetto prevede un sistema di abbattimenti di entrambe le emissioni: per quanto riguarda quelle gassose si parla di “Scrubber”, mentre per quelle odorigene saranno installati dei “biofiltri”.