Si chiama «Citrus Tristeza Virus», ovvero «virus della tristezza degli agrumi», una definizione molto particolare, quasi dal sapore letterario, dietro cui però si nasconde il nuovo nemico per le coltivazioni da fronteggiare. Di cosa si tratta? È sostanzialmente un virus appartenente al gruppo dei Closterovirus originario del sud-est asiatico anche se si è diffuso in tutto il mondo portando all’abbattimento di circa 70 milioni di piante di agrumi, di cui 40 milioni solo a Cipro, Israele e Spagna. Questo non vuol dire che non sia un pericolo anche per l’Italia dove, sebbene sia stato avvistato per la prima volta nel 1956, fino ad oggi non ha provocati danni particolarmente ingenti. Ma la situazione è cambiata e quindi la Regione Lazio, rilevata una massiccia presenza del virus, ha avviato delle azioni. Nei giorni scorsi, ha approvato un atto avente ad oggetto «misure fitosanitarie per il controllo del virus della tristezza degli agrumi Citrus Tristeza Virus. Delimitazione e approvazione delle misure di eradicazione». In base agli accertamenti effettuati dalla Regione, è stata delimitata quale zona focolaio per Citrus Tristeza Virus una porzione del territorio del comune di Aprilia. Come zona tampone che circonda la zona focolaio e che si estende per una fascia perimetrale di almeno un chilometro altre porzioni di territorio ricadenti nei comuni di Ardea, Aprilia e Anzio. In precedenza era stata individuata, nel 2015 solo una zona focolaio nel Comune di Fondi tra l’altro ancora riportata nella mappa della Regione il che lascia presupporre che il problema non sia stato completamente risolto. Quindi l’ente ha adottato misure specifiche disponendo nelle zone focolaio: l’estirpazione delle piante infette o dell’intero impianto a cura e spese dei proprietari conduttori a qualunque titolo del campo o vivaio infetto; l’imposizione, qualora ritenuto necessario, di ulteriori misure fitosanitarie per evitare la diffusione del virus della Tristezza degli agrumi; il divieto di esercizio della attività vivaistica, di prelievo di materiali di moltiplicazione e di movimentazione di piante ospiti.
Misure eccezionali per evitare che altre piante possano ammalarsi e che siano trasportate in differenti località del Lazio.