Nelle scorse ore, a Nettuno, è andato in scena un incontro fra i rappresentanti del circolo “Le Rondini” di Legambiente e i gestori degli stabilimenti balneari che si trovano a ridosso della foce del fosso Loricina.

L’appuntamento, a cui ha preso parte anche l’ex sindaco Antonio Simeoni, è stato ovviamente incentrato sui fenomeni d’inquinamento legati al fiume e ai liquami che, puntualmente, finiscono in mare, danneggiando il tratto di costa antistante il Santuario di Nettuno.

Di conseguenza, dando seguito alla manifestazione dell’associazione ambientalista messa in atto in estate per segnalare l’alta carica inquinante del Loricina, i balneari e Legambiente si sono incontrati e hanno dibattuto sulla faccenda, evidenziando come il problema della foce sia da risolvere nel più breve tempo possibile. Sul punto, l’ex sindaco (per vent’anni alla guida della città tra gli anni ‘70 e ‘90) ha chiarito che, nel 2001, venne realizzato un sistema di pompaggio al largo della foce, che non superò il collaudo poiché mancavano i filtri per evitare il rientro della sabbia nei tubi. Un impianto, dunque, che potrebbe essere rimesso in funzione coi giusti correttivi.

Ascoltate le varie proposte, la referente del circolo di Legambiente - Anna Tomassetti - ha spiegato che, adesso, si preparerà uno studio da sottoporre al sindaco della città, cercando di arrivare quanto prima al disinquinamento della costa.

In più, l’obiettivo è anche sensibilizzare tutti gli enti preposti a impegnarsi per la bonifica del Loricina, sia in termini di pulizia del fosso che di eliminazione di possibili scarichi abusivi.