Nessun profilo di danno erariale né tantomeno una colpa grave nell’espletamento di una gara d’appalto.

È questo quanto sentenziato dalla Sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti nei confronti di tre dipendenti comunali - tutti in servizio nel 2010 - che componevano la commissione di gara dedicata all’acquisto di alcuni villini da destinare a case popolari. In particolare, la Corte dei Conti li ha assolti da ogni fatto loro contestato dalla Procura regionale, la quale sosteneva che i tre commissari avessero scelto quale vincitrice della gara “una società che aveva offerto un prezzo di acquisto superiore a quello praticato dalla stessa società nei confronti di acquirenti privati, con riguardo ad appartamenti uguali siti in un palazzo vicino, nonché a quello reclamizzato, sia prima che dopo l’acquisto degli immobili da parte del Comune, con tabelloni pubblicitari esposti sui balconi”.

Dopo aver esaminato gli atti della Procura - che ipotizzava un danno da 100mila euro, essendo il prezzo medio di vendita dei villini al Comune superiore di oltre 14mila euro a quello praticato verso i privati - e ascoltato le difese dei convenuti, i giudici hanno deciso per l’assoluzione.