Mai dimenticare i drammi del passato per riflettere e non commettere più gli stessi errori.

Potrebbe essere sintetizzato così l’obiettivo perseguito dall’Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana che, in occasione della Giornata della Memoria, con il patrocinio del Comune di Anzio e dell’Associazione Nazionale ex deportati ha dato vita a un interessante convegno tenuto a Villa Sarsina.

Ad aprire i lavori è stato il presidente nazionale dell’Ancri, Tommaso Bove, il quale ha spiegato come il convegno «non debba limitarsi all’indignazione e alla denuncia morale contro i crimini nazi-fascisti, ma debba contribuire in maniera decisa alla ‘memoria’ della Shoah, al ricordo di tutti coloro che, ebrei e non, sono stati uccisi, deportati e imprigionati e di tutte quelle persone che, a rischio della loro stessa vita, si sono opposte alla ‘soluzione finale’ voluta dai nazisti».

Il sindaco Bruschini, dal canto suo, ha portato il saluto istituzionale e ha spiegato come anche le cerimonie in ricordo dello Sbarco vadano nella medesima ottica del convegno promosso dall’Ancri.

Particolarmente toccanti, infine, le parole del Prefetto Francesco Tagliente, che ha evidenziato la presenza di tanti italiani nei campi di concentramento: «Tra i tantissimi deportati - ha affermato - c’era anche mio padre Donato che, per rimanere fedele all’onore militare e di uomo, scelse eroicamente la deportazione e la conseguente, terribile e lunga, sofferenza della fame, di stenti e di inenarrabili sofferenze fisiche e, soprattutto, morali».