«Sarebbe auspicabile che l’amministrazione potesse cogliere l’occasione di dare risalto alla figura del comandante Giovanni Ajmone Cat, concittadino anziate, intestandogli quantomeno l’edificio scolastico che ospiterà l’Istituto Nautico».

Con queste parole, il presidente dell’Associazione culturale e turistica “Pungolo Club”, Andrea Cafà, ha fatto appello alle istituzioni neroniane per chiedere di concedere un tributo all’esploratore - scomparso negli anni scorsi - che proprio ad Anzio progettò i suoi viaggi in Antartide e la storica imbarcazione “San Giuseppe Due”.

«La sede del Nautico - ha affermato Cafà - è stata individuata dalla Giunta comunale nell’edificio dell’ex Pretura di Anzio, in via Nettunense 67, rimasto disponibile in virtù della riorganizzazione delle Preture italiane. La storia pone in evidenza che l’edificio in questione è sorto sui terreni che erano di proprietà del concittadino navigatore antartico Giovanni Ajmone Cat, che partì da Anzio per l’Antartide e fu il primo italiano a portare il Tricolore in quel continente con lo storico veliero San Giuseppe Due».

Tra l’altro, Ajmone Cat - all’interno della sua proprietà - aveva anche ideato il museo della prima nave italiana condotta in Antartide - il San Giuseppe Due, appunto -, oltre a un archivio di documenti dell’Aviazione appartenente al padre, il generale Mario Ajmone Cat.

«Durante l’esproprio di una parte dei suoi terreni dove oggi sorgono diversi palazzi abitativi e l’ex Pretura, il 24 marzo 1995 - ha aggiunto Cafà - il comandante inviò una proposta al Comune di Anzio, con progetto corredato di mappe e particolari dettagli per la realizzazione di un centro culturale polivalente legato all’istituto Nautico Universitario Navale di Napoli, per il conseguimento del diploma universitario in “navigazione”. Un ambizioso progetto: il centro culturale prevedeva la realizzazione di una sala congressi, un residence, biblioteca, punto di ristoro, aree espositive, alloggi per alunni e docenti, piscina e quant’altro, oltre a una superfice di 400 metri quadrati che poteva contenere lo storico veliero San Giuseppe Due. Chiaramente - ha concluso Cafà - nulla di tutto questo è stato realizzato».