Dovevano essere delle verifiche relative al dragaggio del porto; invece, oltre a questo, sono stati ritrovati degli scarichi abusivi che finiscono direttamente in mare, ovviamente non collegati assolutamente con le regolari procedure in corso al Marina di Nettuno.

È questo quanto accaduto sul Lungomare Padre Mauro Liberati e nelle spiagge retrostanti il Santuario di Nostra Signora delle Grazie e Santa Maria Goretti: nel corso della mattinata, infatti, il personale della Capitaneria di Porto - coordinato dal comandante Alessandro Cingolani -, unitamente ai tecnici di Acqualatina e al vice sindaco e assessore all’Ambiente - Daniele Mancini -, si è recato a ridosso del mare per appurare se lo scarico proveniente dal fondale del porto, con tanto di sabbia nera, fosse a norma.

In tale frangente, tutto - al momento - sembrerebbe essere regolare: la Capitaneria, però, ha comunque prelevato dei campioni di sabbia e acqua da inviare all’Arpa Lazio per i controlli più approfonditi. I risultati di questi ultimi - come spiegato dal comandante Cingolani, raggiunto telefonicamente nel pomeriggio di ieri - arriveranno nei prossimi giorni.

La sorpresa maggiore, però, è arrivata dal piazzale antistante il mare: infatti, oltre a sollecitare i controlli sul tubo collegato al sistema di dragaggio del fondale del porto, alcuni cittadini avevano anche segnalato del maleodore provenire dall’arenile.

Appurato che non poteva trattarsi della sabbia dragata, gli uomini della Guardia costiera e il personale di Acqualatina hanno approfondito le ricerche in alcuni pozzetti e hanno scoperto la presenza di almeno uno scarico abusivo.

Al momento, infatti, come spiegato dallo stesso comandante Cingolani, non è possibile stabilire se si tratti di uno o più sversamenti irregolari: fatto sta che, in mare, arrivano sostanze che non potrebbero essere scaricate in acqua.

Di conseguenza, sono scattate delle indagini molto approfondite, sia per capire la natura dello scarico che per capirne la provenienza.

Nelle prossime ore, dunque - anche grazie ai campioni di liquido inviati all’Arpa Lazio -, si potrebbe avere contezza sull’origine dello sversamento, con tanto di rischi di natura penale - nonché economica, viste le sanzioni previste - per i responsabili dello scarico abusivo.