Nel corso della serata di ieri, il Tribunale del Riesame di Roma ha pronunciato la propria ordinanza circa la scarcerazione di Mario Pitò e Antonio Pizzi, i due uomini arrestati lo scorso primo marzo nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Latina circa la possibile compravendita di patenti nella seduta d'esame del 18 maggio 2015.

In particolare, il collegio dei giudici ha disposto la scarcerazione di entrambi gli indagati.

Per Pitò, ex assessore di Nettuno e poliziotto in forza alla Questura di Latina, difeso dagli avvocati Fabio Frasca ed Emanuele Lo Giudice del Foro di Velletri, sono stati disposti i domiciliari: cade, dunque, la necessità della custodia in carcere disposta dal gip di Velletri Muscolo per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Pitò, già nella serata di ieri, è tornato a casa.

Per Pizzi, funzionario della Motorizzazione civile di Roma, difeso dall'avvocato Antonello Stella del Foro della Capitale, è invece arrivata la libertà: il Riesame ha deciso di disporre per lui la sola interdizione dai pubblici uffici per un anno.

Al contempo, il Tribunale romano ha anche annullato uno dei capi d'imputazione provvisori a carico di Pitò e Pizzi, ossia quello riguardante la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative.