Sei udienze nel giro di due mesi e mezzo, poi il rush finale verso la sentenza.

È questo quanto stabilito dal giudice monocratico di Velletri, il dottor Andrea Gentile, nella giornata di venerdì scorso, quando si sarebbe dovuta tenere la terza udienza del processo a carico di quattro imputati e relativo a dei presunti raggiri messi a punto con le cooperative edilizie nel corso di diversi anni, con fatti individuati dalla Procura della Repubblica castellana a Nettuno fra il 2012 e il 2013. I lavori d’aula, però, non si sono tenuti per via dell’astensione degli avvocati e, di conseguenza, il giudice ha aggiornato l’udienza.

Un fitto calendario
Il dibattimento riprenderà il prossimo 5 maggio, quando terminerà l’ascolto delle parti offese - che sono state tutte ammesse anche come parti civili, ndr - della cooperativa “Mirella srl”, già iniziato nei mesi scorsi. Il 19 maggio, invece, il giudice ascolterà i testi della cooperativa “Selene srl”. Il 30 giugno, poi, si terrà un’udienza “chiave”: i quattro imputati saranno esaminati dal giudice. Ricordiamo, a tal proposito, che per due di loro - in circostanze distinte - si parla di appropriazione indebita; per un altro, invece, di appropriazione indebita, di truffa in concorso con il quarto indagato e di una violazione al Testo unico bancario, in special modo di esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Il 9 luglio, poi, si tornerà all’ascolto dei testi, stavolta della cooperativa “La Famiglia srl”, i cui soci sono assistiti dall’avvocato Claudio Capasso, del Foro di Velletri. Sempre a luglio, infine, saranno ascoltati i testimoni della difesa: le udienze sono state già fissate per il 14 e il 28 luglio.

Il rush finale
Sempre il 28 luglio, il giudice monocratico Gentile dovrà stabilire le date per la requisitoria del pm, per le arringhe degli avvocati e, infine, per la Camera di Consiglio e la pronuncia della sentenza.

L’obiettivo, neanche troppo velato, è quello di definire la vicenda entro la fine dell’anno: soltanto con la decisione del giudice, infatti, si potrà porre un punto fermo sul presunto raggiro da quasi quattro milioni di euro, che ha portato non poche difficoltà ai soci delle coop, viste le note vicende che hanno generato danni agli occupanti delle varie abitazioni, in alcuni casi pignorate e, in altri, pagate due volte alle banche per evitare di finire senza un tetto sopra la propria testa e con un contenzioso aperto anche in sede civile.