Sul finire degli anni Novanta, gli amministratori comunali di Priverno ebbero il merito di credere in una intuizione, che poi si sarebbe rivelata azzeccata, di un docente universitario privernate, da anni trasmigrato in Toscana: Enrico Giusti. Il docente, nella primavera del 1997, organizzò una mostra, denominata âOltre il compasso, la geometria delle curveâ nellâex infermeria dellâAbbazia di Fossanova. Fu il germe che, di lì a poco, avrebbe portato allâallestimento del Museo per la Matematica âIl Giardino di Archimedeâ in unâala del castello di San Martino. La direzione del Museo spettava a un tecnico scelto dal Comune di Priverno e il ruolo di guide veniva svolto da studenti del Liceo scientifico lepino, formate con corsi e tirocini. Ben presto, quel Museo divenne un punto di riferimento importante di gran parte del turismo scolastico dellâItalia centromeridionale. Si arrivò addirittura a staccare ben dodicimila biglietti lâanno. Il problema, a un certo punto, era diventato quello del parcheggio dei pullman e della ristorazione per i visitatori. Poi, nei primi anni 2000, si decise di fare unâaltra cosa di quel Museo. Si sciolse il consorzio con le Università e gli enti locali della Toscana e, naturalmente, Giusti si chiamò fuori. Ben presto, le visite cominciarono a diminuire fino ad arrivare alla chiusura definitiva del Museo. Eppure lâobiettivo avrebbe dovuto essere quello di fare del Museo per la Matematica un autentico polo di attrazione per tutto il complesso architettonico del castello, che già aveva al suo interno, peraltro, i locali adatti per ospitare un bar, un ristorante e, addirittura, un albergo con una piccola disponibilità di posti letto. Ma, purtroppo, a tuttâoggi, poco o nulla è stato fatto. Ora, il commissario straordinario Andrea Polichetti ha deciso che è giunta lâora di emanare un bando, chiaramente di valenza europea, per la gestione complessiva del castello, delle sue pertinenze e dellâintero parco.
L'articolo completo su Latina Oggi (4 maggio 2016)