Sono stati destinati a Monte San Biagio col sistema ormai collaudato per cui la prefettura dialoga direttamente con le cooperative che mettono a disposizione locali e risorse per ospitarli. Circa quaranta rifugiati politici e richiedenti asilo da alcuni giorni sono collocati in una struttura a Vallemarina, frazione nella periferia di Monte San Biagio. Una situazione che ha messo sull’altolà l’amministrazione comunale del sindaco Federico Carnevale il quale, nella giornata di ieri, ha scritto al prefetto di Latina Pierluigi Faloni. Il primo cittadino chiede di «ridistribuire i rifugiati recentemente destinati a Monte San Biagio tra i paesi della Provincia». Una richiesta motivata dal fatto che in paese vivono già 37 stranieri, dopo che il Comune dal 2014 ha aderito al progetto Sprar relativo all’accoglienza di persone richiedenti asilo e rifugiati politici. La richiesta al prefetto, però, è motivata anche con una recente circolare del ministero dell’Interno che lo scorso 11 ottobre ha fornito alle prefetture (organi territoriali cui è affidata la delicata questione della distribuzione dei migranti) criteri per adempiere nel modo migliore a questo compito.
«I prefetti – si legge nella circolare riportata dal Comune di Monte San Biagio nella lettera agli uffici del capoluogo – vorranno attivare una politica di governance applicando una clausola di salvaguardia che renda esenti i Comuni, i quali appartengono alla rete Sprar o che abbiano già formalmente manifestato la volontà di aderirvi, dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza». In altre parole, si chiede ai prefetti di non destinare i rifugiati nell’ambito dei piani straordinari di accoglienza in quei Comuni che abbiano già aperto le porte dell’accoglienza in passato o che abbiano attivato le procedure per farlo.
L’arrivo di circa 40 stranieri ospitati a Vallemarina, in un paese di appena 6 mila anime complessive, ha fatto raddoppiare in un solo colpo la presenza di rifugiati politici e richiedenti asilo sul territorio. E questo – si legge nella lettera - «sta minando il precario equilibrio sociale precedentemente raggiunto grazie all’impegno dell’ente coadiuvato dal soggetto gestore del progetto Sprar, la cooperativa Karibu». La “protesta” di Carnevale è solo l’ultima in ordine di tempo. Nelle scorse settimane era stato il primo cittadino di Fondi Salvatore De Meo a chiedere alla prefettura una più proficua collaborazione nella gestione dell’emergenza immigrati.