Si è concluso anche l’accertamento dell’evasione fiscale di Roberto Ciavolella, lo scaltro promotore finanziario, sparito in Kenya con svariati milioni di clienti che lo credevano capace di procurare ingenti guadagni da investimenti mobiliari. L’operazione «Easy Gain» avviata dalla Guardia di Finanza circa due anni fa ha riscontrato un’evasione di 2,3 milioni di euro, «parte dei quali ricondotti alla disciplina della tassazione dei proventi illeciti» e per questo Cavolella è stato denunciato e ora deve rispondere di violazione degli articoli 4 e 5 del decreto legislativo numero 74/2000. L’inchiesta su Ciavollela comincia nel 2013 in seguito a numerose denunce di suoi ormai ex clienti che, in buona fede e con la promessa di ottimi guadagni gli avevano consegnato denaro contante perché lo utilizzasse per investimenti. Quando lo scandalo non era neppure iniziato Ciavolella lavorava in un noto istituto bancario ed era un apprezzato promoter, ma col tempo aveva preso a distrarre i soldi dei clienti tramite il rilascio di assegni circolari e l’emissione di bonifici, documenti che si faceva sottoscrivere in bianco dai clienti, rassicurando che avrebbe fatto fruttare quel denaro con prodotti finanziari di sicuro rendimento. Quando la situazione è diventata ingestibile e i clienti hanno cominciato a capire che non solo non avrebbero più visto alcun rendimento bensì avevano perso anche il capitale iniziale sono state depositate le prime denunce presso la Guardia di Finanza di Latina. Ma intanto Roberto Ciavolella era andato via da Latina e sarà avvistato casualmente in Kenya da un amico di un suo cliente. In Africa aveva trovato il suo buen retiro dorato e al riparo dalla giustizia italiana oltre che dall’ira dei clienti beffati.

Il servizio completo in edicola con Latina Oggi (28 ottobre 2016)