Hanno nomi che non riesci a pronunciare bene la prima volta e occhi spaventati. Da tre mesi la squadra volante li va a prendere in consegna a sera inoltrata al casello di Frosinone e li scorta fino in Questura per le operazioni di identificazione. Ecco come arrivano i migranti che hanno fatto perdere il sonno alle associazioni di destra ma anche a un bel po’ di sindaci che temono «problemi di ordine pubblico». Una sera dopo l’altra tra maggio e ottobre si è arrivati a circa 1900 unità a fronte di una capienza massima prestabilita ad inizio anno pari a 540 unità che sarebbe potuta aumentare al massimo di un ulteriore 30%. Poi è andata come è andata, come si è saputo, e cioè gli sbarchi hanno portato sulle coste italiane migliaia di nuovi migranti smistati di conseguenza in tutto il Paese. La moltiplicazione delle presenze è stata finora risolta attribuendo quote aggiuntive ai soggetti già aggiudicatari del bando della Prefettura concluso lo scorso mese di marzo, il quale prevede che siano le cooperative e le associazioni vincitrici a trovare spazi idonei nei Comuni dove già operano, oppure dove sono disponibili locali i cui costi rientrano nel budget previsto per l’assistenza. Fino ad agosto questo sistema ha funzionato piuttosto bene, poi sono cominciate le proteste accompagnate da eccezioni formali di alcuni sindaci.

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