Non soltanto caporalato ma anche violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. E’ questo un altro passaggio cruciale nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Pierpaolo Bortone nei confronti del cittadino indiano Jit Parm, arrestato da polizia e carabinieri nei giorni scorsi per le minacce ad alcuni connazionali. L’inchiesta è nata da una serie di accertamenti dei carabinieri dell’Ispettorato sul Lavoro per contrastare il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali. «L’indagato ha scritto il gip - agendo come capo squadra svolge un’attività di intermediazione illecita nei confronti degli indiani assunti alle dipendenze della società ed è proprio Jit a decidere chi deve lavorare, selezionare i lavoratori e dettare le condizioni gravose ed imporre uno stipendio misero. I lavoratori si trovano in uno stato di bisogno dovuto alle evidenti e gravissime condizioni economiche e sono ridotti in uno stato di assoluta soggezione e sono degli strumenti in mano al caporale». Secondo il magistrato l’attività di intermediazione è organizzata e continua e una testimonianza arriva prima di tutto dalla divisione per squadre all’interno della cooperativa.

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