Cristian Canò, condannato in via definitiva per l'omicidio del papà alla pena di sette anni e sei mesi, tramite i suoi avvocati Angelo e Oreste Palmieri ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Canò che in primo grado era stato condannato a 14 anni e che in secondo grado aveva subito una drastica riduzione con il riconoscimento dell'aggravante della provocazione, era stato condannato lo scorso giugno dai giudici della Corte di Cassazione ed era tornato in carcere dopo che aveva beneficato degli arresti domiciliari per proseguire il ciclo di studi, diplomarsi all'Istituto Marconi di Latina e iscriversi poi alla Facoltà di Ingegneria. A Cisterna dove il giovane 23enne risiede è scattata una vera e propria gara di solidarietà e sono state raccolte oltre mille firme che fanno parte della richiesta di grazia. L'omicidio era avvenuto nel dicembre del 2012 sul Lido di Latina, Cristian che all'epoca aveva 18 anni, aveva ucciso il papà dopo che era stato colpito a calci e pugni, ferendolo gravemente con un pezzo di legno trovato sulla spiaggia, poi si era presentato in Commissariato a Cisterna, non sapendo che il papà fosse ancora morto e aveva raccontato tutto. La richiesta adesso finirà al Tribunale di Sorveglianza, al Procuratore Generale e poi al Capo dello Stato.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (1 novembre 2016)