Chi ha sepolto un proprio caro trenta o quarant’anni fa si prepari: la concessione a suo tempo rilasciata, e pagata, è quasi certamente scaduta e presto la ditta che gestisce il camposanto arriverà a battere cassa, anche per gli arretrati dovuti per un periodo di eventuale «scopertura». Le alternative non sono molte: rinunciare alla sepoltura e liberare il loculo, oppure rinnovare il contratto e pagare per altri trent’anni, o meno se si preferisce. Comunque bisognerà pagare, e lo si dovrà fare a partire dalla data di scadenza del contratto, che si farà comunque risalire al momento del decesso del caro estinto. Tutta colpa dell’inefficienza del Comune. Le associazioni dei consumatori insorgono e promettono battaglia.

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