Chi aveva ingenuamente pensato ad una maldestra e personale esternazione dell’assessore Buttarelli, ha già avuto il tempo di ricredersi, complice il silenzio di Latina Bene Comune, che in quattro giorni non ha trovato l’occasione né la voglia di correggere il tiro su un tema così delicato come quello dell’urbanistica e in particolare dei Piani particolareggiati revisionati dall’amministrazione Di Giorgi e annullati dal Commissario prefettizio Barbato.
Non siamo di fronte allo scivolone provocato dall’inesperienza e nemmeno alla fuga in avanti di un tecnico spericolato.
Questo è un fatto politico in piena regola. Dopo aver sapientemente costruito un’intera campagna elettorale sulla condanna assoluta del modo in cui le amministrazioni di centrodestra hanno gestito la materia urbanistica nell’ultimo decennio, e dopo aver raccolto nelle urne cittadine il consenso plebiscitario che in parte è arrivato da quella ferma presa di posizione, Coletta e compagni tutto possono fare oggi, tranne che concedersi il lusso di un dietrofront così plateale sul terreno ancora da sminare dell’uso affaristico-speculativo del territorio fatto fino a ieri dalla più abile e determinata consociazione che la città abbia mai conosciuto. Una consociazione fatta di imprenditori, politici, professionisti e dirigenti comunali, che ha preso l’abbrivio sulla strada della moltiplicazione algebrica dei profitti elevata a sistema, rendendola direttamente proporzionale alla moltiplicazione delle aree edificabili e delle cubature. L’idea madre di rinunciare ad un nuovo Prg e procedere con la revisione di ogni singolo Piano particolareggiato, si è rivelata l’uovo di Colombo della semplificazione. Da Latina Scalo a Borgo Piave, dai quartieri del centro fino al caso Isonzo Residence di via dell’Agora, i cavalieri dell’urbanistica hanno fatto e disfatto sotto lo sguardo distratto o complice dell’opposizione. Questa storia, perfino noiosa da ripetere, è stato il cavallo di battaglia del rinnovatore Coletta. Fino all’altro giorno. Fino all’annuncio di Buttarelli. Potrebbe esserci una sola ragione capace di giustificare il silenzio di Lbc, ed è quella di uno scontro interno (di cui non abbiamo notizia) al gruppo che governa la città, scontro che se esistesse potrebbe risolversi in un solo modo, quello della presa di distanze dall’assessore e della sua conseguente rimozione. Una eventualità, quest’ultima, che ci pare di poter escludere fin da adesso, perché Buttarelli, apparentemente piovuto dal nulla, ha tutta l’aria di essere un pilastro irrinunciabile del castello politico di Coletta. Ma se è così, sarà bene cominciare ad abituarsi all’idea che quello di Lbc non è un castello del rinnovamento, ma il fortino della restaurazione.