Vasta operazione che, partita dalla disposizione del Tribunale Di Roma - Sezione Misure Prevenzione, interviene a distanza di due anni da una serie di sequestri di beni mobili ed immobili, partecipazioni e decine di società, per un valore complessivo di stima di oltre 340 milioni di euro in corso anche in provincia di Latina. Questo il tesoro confiscati dai militari del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma al 56enne  Giovanni De Pierro, soggetto formalmente emigrato a Barcellona (Spagna) ma di fatto domiciliato nella Capitale, indiziato di aver organizzato un sodalizio criminale, con interessenze in tutto il territorio nazionale e in alcuni Stati europei, dedito alla perpetrazione di reati tributari, all’appropriazione indebita, alla truffa in danno di enti pubblici, alla bancarotta fraudolenta, al riciclaggio/reimpiego di capitali illeciti, al trasferimento fraudolento di valori.
Ugruppo criminale, a struttura “piramidale”, che, utilizzando il paravento di numerose società formalmente amministrate da una vasta platea di “prestanome”, era riuscito, nel corso degli anni, da un lato, ad assicurarsi un elevato numero di appalti pubblici (specie nel settore dei servizi di pulizia) e, dall’altro, a sottrarsi al pagamento di ingenti somme all’Erario, all’Inps, all’Inail e agli Enti locali, il tutto attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti ed avvalendosi di società che, dopo brevi periodi di operatività (due o tre anni al massimo), venivano fatte cessare o poste in liquidazione, con contestuale nomina di “teste di legno” (talvolta cittadini stranieri) o, ancora, trasferite all’estero.

Proprio partendo da tale assunto, le Fiamme Gialle del G.I.C.O. di Roma, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno sviluppato complessi accertamenti patrimoniali - estesi anche oltre confine, attraverso i competenti “Asset Recovery Office”, ubicati in diversi Paesi europei - sul conto di 112 persone fisiche e giuridiche, operanti in prevalenza nel settore immobiliare, del commercio di autoveicoli, delle pulizie industriali, della gestione di servizi alle imprese e dei cantieri della nautica da diporto, con il fine di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati.

Va evidenziato come le investigazioni hanno consentito, in questo caso, di applicare la normativa c.d. antimafia ad un contesto di “criminalità comune”, poichè a tessere le fila delle condotte fraudolente era stato un “colletto bianco”, un imprenditore che piegava le sue attività verso la commissione di innumerevoli reati al fine, soprattutto, di danneggiare lo stato e le casse dell’erario, così come molto ben spiegato nel decreto di esecuzione dal Collegio.

La galassia societaria oggi sottoposta a confisca è da tempo gestita da amministratori giudiziari nominati, nel gennaio 2014, dallo stesso Tribunale di Roma – Sezione Specializzata per le Misure di Prevenzione, circostanza che ha permesso non solo di mantenere i livelli occupazionali, ma, soprattutto di garantire – a differenza del passato – l’operatività sul mercato di ciascuna realtà aziendale in piena legalità e trasparenza.

L’odierno provvedimento del Tribunale conferma la solidità dell’impianto accusatorio formulato dalla D.D.A. capitolina sia per quanto concerne la pericolosità sociale di DE PIERRO Giovanni, sia in ordine alla manifesta sproporzione tra il patrimonio mobiliare, immobiliare e societario al medesimo riconducibile e la sua situazione reddituale, ordinando la confisca di tutti i beni individuati e, segnatamente:

• del patrimonio aziendale e relativi beni di 80 società, con sedi in Roma, Napoli e Milano, operanti nei seguenti settori: 3 “altre attività di consulenza amministrativa”, 28 “altri servizi di sostegno alle imprese”, 8 “pulizia generale (non specializzata) di edifici”, 1 “altre attività di pulizia”, 14 “società di partecipazione (holding)”, 5 “movimento merci relativo ad altri trasporti terrestri”, 4 “locazione immobiliare di beni propri”, 1 “costruzione di edifici residenziali e non residenziali”, 1 “noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri”, 5 “costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive”, 1 “servizi logistici relativi alla distribuzione delle merci”, 1 “richiesta certificati e disbrigo pratiche”, 1 “altre attività professionali.”, 1 “compravendita di beni immobili su beni propri”, 1 “mediazione mobiliare”, 1 “movimento merci relativo ad altri trasporti terrestri”, 1 "elaborazione elettronica dati contabili", 1 "installazione di impianti elettrici", 1 “installazione di impianti idraulici e di condizionamento” e 1 “commercio all’ingrosso di imbarcazioni da diporto”;

• del patrimonio aziendale e relativi beni di n. 10 società estere, con sedi nel Regno Unito, Lussemburgo, Costa Rica, Isole Vergini Britanniche e Repubblica di Panama;

• delle quote societarie di n. 6 società, con sedi in Roma e provincia, Latina e in provincia di Livorno, di cui n. 1 l’attività di “movimento merci relativo ad altri trasporti terrestri”, n. 1 “altre attività dei servizi di trasporto marittimo”, n. 1 “raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi”, n. 1 “coltivazione di ortaggi in colture protette”, n. 2 “compravendita di beni immobili effettuata su beni propri”;

• di n. 117 unità immobiliari (fabbricati e terreni) site in Roma e provincia, Isernia, Milano e nelle provincie di Rieti, Frosinone, Sassari, Oristano, Livorno, Siena e Latina;

• di n. 35 autoveicoli e n. 1 motoveicolo;

• di n. 1 natante;

• di numerosi rapporti finanziari,

per un valore complessivo di stima di oltre 340 milioni di euro.

L’odierno provvedimento è in esecuzione, oltre che a Latina, anche in tutta Italia, nelle città di Roma, Napoli, Frosinone, Rieti, Milano, Isernia, Nuoro e le province di Sassari, Livorno, Varese, Cosenza e Siena; all’estero, tramite apposita commissione rogatoria, in Svizzera, nel Principato di Monaco, in Lussemburgo, nel Regno Unito, nella Repubblica di Panama, nelle Isole Vergini Britanniche, in Costa Rica, in Spagna e in Irlanda.