Dopo che la piazza reale ha abbondantemente ceduto il passo alla piazza virtuale, dove dibattiti e «vaffa» di varia natura si susseguono, in Procura a Latina sono stati aperti decine di fascicoli per diffamazione su Facebook. E a finire nei guai non sono soltanto quanti scrivono post ritenuti diffamatori, ma anche tutti quelli che a quei post mettono un like.
Facebook è il social network più diffuso e ormai, tanto nei grandi quanto nei piccoli centri, si discute tramite Fb tanto della buca in strada quanto dell’attività globale di una pubblica amministrazione, tanto per fare qualche esempio. E proprio i pubblici amministratori, sindaci in primis, ricevendo quotidianamente sui social insulti di ogni tipo, quelli che vanno ben oltre la critica legittima, stanno presentando una valanga di denunce. La Procura di Latina continua ad aprire così fascicoli per diffamazione, indagando appunto tanto chi scrive il post considerato diffamatorio che chi vi mette il classico mi piace. Con il risultato che per un singolo post si arriva anche a venti e più indagati. Negli uffici della polizia postale in particolare, l’ufficio a cui di solito gli inquirenti affidano l’incarico di identificare gli indagati e di far eleggere loro domicilio, per via di Facebook c’è ormai la fila. Un caso che si sta ampliando dopo le ultime elezioni a Latina, caratterizzate da particolari veleni proprio sui social. Il problema inoltre non si ferma alla diffamazione, visto che diversi sono ormai anche gli indagati per minacce fatte via Facebook o molestie, a partire da quelle tra ex.

Il servizio completo in edicola con Latina Oggi (13 novembre 2016)