È in pensione da qualche anno, ma aveva pensato bene di approfittare delle conoscenze maturate durante il servizio presso la Guardia di Finanza per arrotondare, ma con metodi illeciti. Giuseppe Raimondi però ha trovato sulla sua strada un imprenditore che non si è lasciato intimorire dallo spettro dell’accertamento fiscale e lo ha denunciato, permettendo agli investigatori della Squadra Mobile di arrestarlo con l’accusa di concussione subito dopo avere intascato la mazzetta.
L’ex finanziere e la vittima si conoscevano già da tempo, quindi l’imprenditore sapeva bene che Raimondi non era più in servizio. Ma quest’ultimo aveva escogitato un piano per apparire credibile e al tempo stesso efficace nella concussione.
Quando il pensionato ha incontrato la vittima, titolare di una nota impresa di Latina, gli ha confessato di avere visto, andando a trovare un amico impiegato presso l’Agenzia delle Entrate, un faldone che riportava il nome della sua azienda. Senza portare troppo per le lunghe il discorso, gli aveva subito rivelato di essere talmente in buoni rapporti con l’accertatore fiscale da potere intercedere per evitargli uno scomodo controllo ormai imminente. E per farlo gli ha chiesto quindicimila euro perché oltre a lui, dovevano intascare la mazzetta anche l’impiegato delle Agenzie delle Entrate e una terza persona.

L'articolo completo in edicola su Latina Oggi (15 novembre 2016)