Ci sono due anni e mezzi di retroscena politici nelle carte dell'inchiesta Olimpia, che ieri ha portato all'arresto di 18 persone tra politici, imprenditori, tecnici e dirigenti comunali. In particolare si comprendono alcune dinamiche dell'ex amministrazione Di Giorgi, gli elementi della crisi e la sfiducia subita in Consiglio comunale. Emerge inoltre con forza il ruolo di Pasquale Maietta, il deputato di Fratelli d'Italia che, per gli inquirenti, influenzava il sindaco Giovanni Di Giorgi.

Uno scambio di potere. Così lo definisce il gip nell’ordinanza. E’ quello che avviene tra l’ex sindaco Giovanni Di Giorgi all’epoca dei fatti e il parlamentare di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta. Lo scambio o meglio il baratto ha un oggetto e uno scopo: da una parte il Comune di Latina, dall’altra Acqualatina per fare un accordo con il senatore Claudio Fazzone. E’ il 15 maggio del 2015 e l’intercettazione telefonica trascritta dai carabinieri, rende l’idea.

Maietta: «Secondo me c’è un modo per farla, un accordo Giovà». Di Giorgi «Eh ... vediamo un attimo pensiamoci». Maietta. «No il modo c’è?» Di Giorgi: « Eh!» Maietta: «Lo posso fare io con Fazzone». Di Giorgi «Ma che sei matto ... eh, eh non ce sto io». Maietta «Eh no aspettarne a me». Di Giorgi: «Eh!». Maietta:«Eh..eh ... gli damo Acqualatina tutta a lui». Di Giorgi: «Eh!» Maietta. «Eh lui ci dà quattro consiglieri per governare fino alla fine dell’anno».

Due settimane prima il gip scrive che lo stesso Maietta propone di comprare alcuni consiglieri per spaccare il partito. Inoltre il giudice offre una chiave di lettura anche di natura politica in merito a tutto quello che è accaduto in Comune a Latina con la fine dell’epoca di Giovanni Di Giorgi che prima si era dimesso, poi aveva ritirato le dimissioni e infine era stato sfiduciato.