OPERAZIONE OLIMPIA, AMPIO SERVIZIO IN EDICOLA CON LATINA OGGI (19 NOVEMBRE 2016)

Una doccia fredda arrivata in serata. Pasquale Maietta si è dimesso dalla carica di presidente del Latina Calcio. Dopo dieci anni alla guida del club nerazzurro è arrivato quel passo indietro che auspicava la tifoseria all’indomani della bufera giudiziaria che ha colpito la città e anche il vertice della società di piazzale Prampolini. «Con questa decisione avrò la serenità necessaria per potermi difendere nelle sedi opportune - ha annunciato Maietta in un comunicato stampa della società nerazzurra -. Evitare così che le vicende giudiziarie che mi riguardano possano in qualche modo pregiudicare il destino e le sorti dell’US Latina Calcio». Le dimissioni di Maietta hanno fatto seguito alla visita nel capoluogo del presidente della Lega di Serie B Abodi, che nel pomeriggio aveva voluto incontrare il Questore De Matteis e il sindaco Coletta per avere un quadro più chiaro dell’intera vicenda. Proprio Abodi, davanti alla grave situazione, aveva auspicato un esame di coscienza da parte dello stesso Maietta.

Gli imprenditori negano
«Se non ci fidiamo del Comune di Latina che è un’istituzione, di chi ci dobbiamo fidare ?». E’ questo quello che hanno detto ieri mattina i due imprenditori Fabrizio e Fabio Montico, coinvolti nell’inchiesta Olimpia e finiti agli arresti domiciliari. In Tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli che ha emesso la misura restrittiva e al pubblico ministero Giuseppe Miliano, i due imprenditori sono comparsi per l’interrogatorio di garanzia e hanno risposto alle domande.  «La nostra è un’azienda familiare, montiamo le strutture come abbiamo sempre fatto anche quando a Latina negli anni Ottanta venne il presidente della Repubblica Sandro Pertini per una visita istituazionale». I Montico che sono imprenditori nell’allestimento delle strutture come palchi oppure tribune, hanno ricordato che hanno eseguito dei lavori anche nello Stadio Rigamonti di Brescia e che hanno lavorato per l’Accademia della Guardia di Finanza.

Lollo telefona ma la visita viene respinta
Quando il settore ospiti dello Stadio Domenico Francioni viene sequestrato, è il settembre del 2014. L’inchiesta è diretta dal pm Valerio De Luca e i carabinieri mettono i sigilli alle due strutture in tubi innocenti, prive di collaudo e soprattutto tirate su senza una procedura regolare. Il gip Giuseppe Cario convalida. La situazione è molto complicata e l’allora dirigente comunale Elena Lusena, cerca di trovare una soluzione ad un problema che sembra senza vie d’uscita. C’è il collaudo al telefono di un ingegnere che invece di trovarsi in piazzale Prampolini, in realtà è in vacanza. 

Mezzo Pd rompe gli indugi: «Sospendete Mansutti dal partito»
Hanno atteso invano che a fare il primo passo fosse lui, Maurizio Mansutti, e adesso hanno capito che non potevano più aspettare. Ce l’hanno fatta. Dodici esponenti del Partito democratico della provincia di Latina hanno chiesto formalmente al segretario provinciale Salvatore La Penna di sospendere Mansutti. La nota, molto pacata, è arrivata ieri sera nelle redazioni dei giornali, un testo asciutto, quasi notarile, ma fermo nei toni.
«Alla luce dell’ordinanza emessa nell’ambito dell’inchiesta Olimpia e della iscrizione nel registro degli indagati del Presidente dell’Assemblea provinciale del PD Maurizio Mansutti, si ritiene che la posizione dello stesso non sia più compatibile con il mantenimento delle cariche ricoperte. Si chiede al segretario provinciale del PD di attivare senza ulteriore indugi le procedure per la sospensione dal PD e dalle cariche ricoperte dell’avvocato Mansutti, fino alla permanenza della sua implicazione nel procedimento penale in corso. Si ricorda che analoghe procedure sono attivate di norma dal PD in tutto il territorio nazionale in assenza di un gesto unilaterale di autosospensione dei soggetti coinvolti in indagini».

«Starter», sequestri convalidati, sigilli a 2 case di Maietta e Cavicchi
Ieri mattina la Guardia di Finanza ha sequestrato due appartamenti, uno di proprietà di Pasquale Maietta e l’altro della famiglia Cavicchi-Colletti, entrambi ubicati a Latina. Un provvedimento che si è reso necessario per equivalenza in quanto sono risultati incapienti i conti correnti aggrediti con il provvedimento di sequestro d’urgenza notificato martedì e che è finalizzato a preservare le garanzie economiche nell’ambito dell’inchiesta denominata «Starter». Un filone inerente le «false operazioni finanziarie» attorno alla Us Latina Calcio per cui sono indagati l’onorevole Pasquale Maietta, l’ex copresidente Paola Cavicchi, nonché i figli di quest’ultima Fabrizio e Roberta Colletti, e altre sei persone utilizzate in diversi ruoli, tra cui quello di prestanome e liquidatore «fittizio».

Intini e Melaragni, due amici utili nello scandalo-stadio
La squadra di calcio e la gestione dello stadio sono diventati la chiave di lettura di un intero capitolo di storia recente di Latina. Che si può ricostruire attraverso atti giudiziari e, adesso, anche con quelli del Parlamento. E’ di ieri una nuova interrogazione su Gianfranco Melaragani, l’uomo dei servizi piombato improvvisamente a dirigere il Gabinetto del sindaco Giovanni Di Giorgi nell’anno in cui il Latina calcio va in serie B e ha bisogno di un nuovo stadio, strutture adeguate e costruisce tribune che tutti sanno essere pericolose. Ma tutti, comunque, tacciono. Grazie o per colpa di quelle che potrebbero essere state coperture importanti, anzi imponenti e inusitate. Questa interrogazione diretta al Ministro dell’Interno porta la firma di undici parlamentari, quasi tutti del Pd. Ma c’è anche Giuseppe Vacciano, il senatore uscito dai 5 Stelle ma autore di una interrogazione sulla piscina che fu molto importante per l’apertura dell’inchiesta Olimpia.

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