Ieri mattina la Guardia di Finanza ha sequestrato due appartamenti, uno di proprietà di Pasquale Maietta e l’altro della famiglia Cavicchi-Colletti, entrambi ubicati a Latina. Un provvedimento che si è reso necessario per equivalenza in quanto sono risultati incapienti i conti correnti aggrediti con il provvedimento di sequestro d’urgenza notificato martedì e che è finalizzato a preservare le garanzie economiche nell’ambito dell’inchiesta denominata «Starter». Un filone inerente le «false operazioni finanziarie» attorno alla Us Latina Calcio per cui sono indagati l’onorevole Pasquale Maietta, l’ex copresidente Paola Cavicchi, nonché i figli di quest’ultima Fabrizio e Roberta Colletti, e altre sei persone utilizzate in diversi ruoli, tra cui quello di prestanome e liquidatore «fittizio». Le verifiche operate nell’ultimo anno dalla polizia tributaria e riferite anche ai movimenti di denaro e alle comunicazione sociali degli anni 2014 e 2015 hanno fatto emergere responsabilità penali a vario titolo per l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, appropriazione indebita, autoriciclaggio e reati societari. Dopo il sequestro degli appartamenti eseguito dagli uomini del capitano Petricca del Nucleo di polizia tributaria si attende il ricorso pressoché scontato al Tribunale del Riesame da parte delle difese. Il provvedimento d’urgenza è stato già convalidato nel pomeriggio di giovedì dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Cario.
Le operazioni finanziarie che orbitano attorno al Latina calcio appaiono spregiudicate ma, come sottolineano i sostituti inquirenti Spinelli e De Lazzaro, sono certamente frutto dell’azione di professionisti del settore e Pasquale Maietta è uno di questi in quanto commercialista. Un’altra connotazione evidente di questa inchiesta è il suo possibile legame ad un’indagine assai più ampia sia in relazione alla facilità con cui avveniva il movimento del denaro, sia per la definizione della Procura circa la provenienza illecita e/o incerta dei soldi liquidi messi in circolo. C’è inoltre un ulteriore aspetto ricorrente che potrebbe mettere questa indagine in correlazione con altri filoni, per esempio il modo e i tempi con i quali vengono utilizzate le due società decotte Edilizia e Restauri e coop Edil Service, che continuano ad esporsi fino al limitare della loro messa in liquidazione e quando ciò succede viene nominato dagli amministratori (che sono delle teste di legno) un liquidatore che non ha il minimo di professionalità e capacità economica per rivestire quel ruolo. Si tratta di un modus agendi esistente anche in altre vicende oggetto di indagine della stessa Guardia di Finanza e che potrebbero essere legate seppure indirettamente all’inchiesta «Starter».