Ancora bocche cucite al Francioni. Il silenzio stampa in cui si è trincerato il Latina prosegue nonostante la buona prestazione offerta dalla squadra contro la Salernitana. Peccato per quel gol di Coda, arrivato nell’unico vero affondo dei campani a rovinare la festa in una giornata vissuta da tutti in modo surreale. E’ stata la prima partita al Francioni senza Pasquale Maietta sugli spalti dopo la tempesta giudiziaria che lo ha travolto. Ma il pomeriggio a piazzale Prampolini è scivolato via quasi nell’indifferenza generale, senza che quello che nel frattempo stava accadendo in campo e fuori venisse minimamente influenzato dai fatti di cronaca dei giorni scorsi. Dalla Curva Nord (che giovedì aveva chiesto le dimissioni di Maietta), da sempre attenta all’attualità, ieri non è arrivato neanche uno striscione dedicato alla vicenda. Stessa indifferenza che si è respirata in tribuna centrale dove però gli interrogativi che hanno serpeggiato tra i tifosi sul futuro erano tanti. Cosa accadrà? La certezza di tutti i sostenitori è che adesso sarà fondamentale il ruolo di Antonio Aprile, che al Francioni è stato accolto come il nuovo padrone di casa. Saluti, baci e abbracci. L’imprenditore di Sermoneta è tornato a seguire la gara dei nerazzurri sugli spalti della tribuna autorità, seduto qualche seggiolino più in là rispetto ai componenti di quella che è la cordata di imprenditori che vogliono comprare il Latina.
Il vicepresidente ha esultato come in una finale al gol di Scaglia che ha sbloccato la partita. Poi si è fatto il segno della croce come gesto di ringraziamento. Ma non è bastato. Il Latina avrebbe meritato una vittoria fondamentale per il presente, e non solo dal punto di vista della classifica.
A fine partita Antonio Aprile non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Lo farà forse tra qualche giorno, quando il quadro della situazione sarà molto più chiaro anche ai suoi occhi. Sì, perché il triplice fischio dell’arbitro Pinzani di Empoli, se da una parte ha chiuso una settimana di patemi per tutto l’ambiente nerazzurro, dall’altra ne ha aperta una che sarà caratterizzata dal lavoro incessante tra incartamenti e scrivanie. Il vicepresidente, il figlio Natale, che è amministratore delegato della società, e i legali che li accompagneranno in questo percorso vogliono vederci chiaro prima di compiere passi troppo affrettati e concludere quel passaggio di quote che lo stesso Aprile ha paventato come cosa probabile ai tifosi al solo scopo di tranquillizzarli. Invece non è proprio tutto così. Le dimissioni come atto d’amore presentate da Maietta alla vigilia del match, infatti, non implicano affatto una cessione delle azioni possedute al 55% dal parlamentare che, al momento, resta a tutti gli effetti l’azionista di maggioranza dell’Us Latina Calcio. L’incontro decisivo dal notaio è previsto per martedì, quando i due ex soci avvieranno le pratiche per il passaggio di consegne. Ma non è finita qui. Oltre all’aspetto economico della vicenda, mon possono essere lasciate in secondo piano i guai scaturiti con l’inchiesta “Starter” e che riguardano da vicino le casse della società nerazzurra. Una trafila giudiziaria che potrebbe portare anche al sequestro delle quote, rendendo tutto l’iter molto più complicato. In contemporanea, poi, sarà avviata anche un’inchiesta da parte della procura federale che, in caso si rilevassero illeciti nel bilancio, potrebbe infliggere al Latina una elevata quantità di punti di penalizzazione. Le nubi sul futuro, insomma, sono tutt’altro che diradate.