Per gli altri indagati dell’operazione Olimpia il giudice ha sciolto la riserva tra ieri mattina e ieri pomeriggio e alla fine tutte le richieste, eccetto quelle di Giovanni Di Giorgi e Nicola Deodato, sono state rispedite al mittente. Niente da fare. Resta in carcere l’ex assessore comunale Giuseppe Di Rubbo, anche per lui il pubblico ministero Giuseppe Miliano così come per tutti gli altri, aveva contestato il vincolo associativo. Di Rubbo nel corso di un lungo interrogatorio di garanzia a cui era stato sottoposto ed era durato oltre due ore, si era difeso, sostenendo la legittimità dei piani.
I suoi difensori avevano contestato oltre che i gravi indizi anche la misura cautelare ma la richiesta non è stata accolta. Anche per gli altri indagati il giudice ha respinto la richiesta di arresti domiciliari, come nel caso dell’ex consigliere di Forza Italia Vincenzo Malvaso, detenuto a Velletri, che aveva prodotto anche l’atto di compravendita dell’appartamento acquistato dall’ex sindaco Giovanni Di Giorgi.
Resta in carcere anche l’architetto Ventura Monti e poi il collega Luca Baldini e infine il costruttore Massimo Riccardo. Anche i detenuti agli arresti domiciliari, tranne che l’imprenditrice Sandra Capozzi, avevano chiesto una misura meno afflittiva a margine dell’interrogatorio di garanzia a cui erano stati sottoposti e anche in questo caso il giudice ha respinto tutte le richieste presentate al termine degli interrogatori che si sono conclusi lunedì mattina.