AMPIO SERVIZIO IN EDICOLA CON LATINA OGGI (24 novembre 2016)

Questa mattina il via. L’udienza davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Roma rappresenta il primo banco di prova dell’inchiesta Olimpia, è lo scoglio probabilmente più insidioso in questa fase di indagini preliminari ed è un nodo cruciale prima di tutto per capire quanto possa reggere il vincolo associativo contestato agli indagati. E’ un esame sia per la pubblica accusa che per le difese. A Roma si discuteranno i casi dell’ex sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi, accusato nella lunga informativa inviata dai carabinieri del Reparto Operativo e di essere al vertice del presunto sodalizio che operava su diversi fronti: da quello degli impianti sportivi con la vicenda dello Stadio Domenico Francioni e della piscina di via dei Mille, a quello dei piani urbanistici che per la città di Latina ha rappresentato una vera e propria rivoluzione che ha trascinato gli ex amministratori sul registro degli indagati.

Un’associazione affaristica autoctona. Assist alla Procura
Volendo ridurre al minimo comun denominatore ciò di cui si sta parlando negli ultimi dieci giorni a proposito dell’operazione Olimpia si può prendere in prestito una basilare affermazione dei carabinieri nella loro informativa alla Procura. Questa: nella città di Latina c’era un’associazione affaristica che operava nella politica e nell’amministrazione.
Testualmente si parla di «un’associazione autoctona insediatasi nel Comune di Latina, fedele a patti politico-affaristici poliedrici ed inalterabili che bene si definiscono nelle parole del consigliere comunale Malvaso Vincenzo al Sindaco Di Giorgi che insiste nella riorganizzazione dell’assetto di maggioranza, destabilizzato da quest’ultimo con il rinnovamento della Giunta avvenuto dopo le sue dimissioni del 23.10.2014».

La «teoria Malvaso»
Dunque proprio Malvaso ha offerto agli investigatori delegati dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano la chiave di lettura fondamentale nella identificazione dei tratti somatici di questa inchiesta. Ecco cosa disse Malvaso durante la crisi dell’autunno del 2014: «....Se lui (Di Giorgi ndc) rimette tutte le cose a posto come erano prima...possiamo discutere...; se lui non rimette le cose a posto com’erano prima se ne può andare affan...o!». Il motivo del contendere era ovviamente l’urbanistica che, come si legge sempre nell’informativa, «diverrà l’elemento destabilizzante che porterà il Di Giorgi alla sfiducia avvenuta in data 04.06.2015.... Nel contempo, però, il Di Giorgi non cessa di favorire gli interessi del suo leader parlamentare Pasquale Maietta, Presidente della società Latina Calcio. In sostanza egli si esibisce in una strategia che esprime valori di legalità diametralmente avversi, da una parte inflessibile a favoritismi e personalismi amministrativi, esempio l’urbanistica, dall’altra espone il comparto amministrativo ad ampi tassi di favoritismo procedimentale attraverso i quali persegue i suoi accordi incentivati da un patto di voto intrapresi con la presidenza del Latina Calcio e riassunti nell’espressione della copresidente Paola Cavicchi».

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