Il carnefice fu anche vittima, Pasquale Maietta ad un certo punto di questa brutta vicenda giudiziaria, che somiglia anche a una commedia degli errori, viene travolto, anzi tradito dal suo stesso sistema. Pagato, in fondo, con la sua stessa moneta.
Il tradimento
Anzi no, forse con puro veleno, quello messo in circolo dall’architetto Luca Baldini, l’uomo che tramava con l’amministrazione per i suoi affarucci urbanistici e quelli dei suoi amici costruttori. Ma che non si fa specie di soffiare ad un consigliere comunale di opposizione, a Giorgio De Marchis, la notizia in base alla quale le tribune dello stadio, tanto caro a Maietta, appunto, sono state realizzate su verde pubblico. Svelando così il trucco del piano particolareggiato R3/Prampolini e avviando l’inchiesta che si rivelerà disastrosa per il Latina Calcio, per Maietta, per il sindaco Di Giorgi e, in definitiva, per le stesse persone cui Baldini doveva tanto, tantissimo, tutto. Come si sa tra il 2014 e la prima metà del 2015 la magistratura sta già indagando su delicatissime questioni urbanistiche che stanno facendo preoccupare un po’ tutti, specie alcuni costruttori e lo stesso architetto Baldini. L’aria nei cantieri e in Comune è talmente elettrica che si determina a metà del 2015 «un’implosione nel Comune di discordie e vendette trasversali di schieramento». Questo scrive la Procura, che spiega anche meglio cosa è accaduto: «... Baldini Luca, al servizio dell’imprenditoria locale sofferente per l’espandersi delle indagini sull’urbanistica, fornisce informazioni al consigliere del Partito Democratico Giorgio De Marchis sulla realizzazione abusiva delle tribune, colpendo gli interessi del Maietta, favorevole alla rivalutazione dei piani urbanistici in Consiglio, che avrebbe condizionato la spartizione delle aree di lottizzazione».

Il servizio completo in edicola con Latina Oggi (25 novembre 2016)