«Ma tu lo sai chi sono io?....io sono quello che ha sparato a Zof». Per acclarare la sua potenza criminale Ferdinando Di Silvio, detto Pupetto, pronuncia questa frase nel colloquio con D.M.. Ed era il suo modo per convincerlo a ritirare la querela per diffamazione presentata contro la proprietaria del ristorante preso in affitto dall’uomo.
In effetti Ferdinando Pupetto è stato condannato (con sentenza divenuta definitiva) per l’agguato in danno di Alessandro Zof, reato contestatogli al momento del primo arresto avvenuto l’otto aprile del 2010 in seguito agli accertamenti per il ferimento che si era verificato il giorno precedente in via Galvaligi. Zof stava per entrare in una palazzina popolare: qualcuno lo aspettava nascosto dietro una colonna ed aveva sparato prima di darsi poi alla fuga a bordo di uno scooter sul quale c’era un complice che lo aspettava. Per quell’episodio è stato condannato Pupetto Di Silvio che comunque è figlio d’arte; il padre Armando è stato imputato nel processo Caronte, quello svolto interamente a porte chiuse per motivi di sicurezza. E’ inoltre cugino di Costantino Di Silvio e nipote di Romolo Di Silvio, in altri termini appartiene all’ala più dura della famiglia considerata egemone in questo momento nell’ambiente della criminalità a Latina.