Nessuno sconto oltre quello previsto dal rito scelto dall’imputato. Giampaolo Manera, 38 anni, dovrà scontarne 6 recluso in carcere dopo la sentenza emessa ieri dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina che lo ha condannato per la detenzione di 15 chili di hashish, 600 grammi di cocaina e un chilo di marijuana oltre che per la detenzione di un revolver con tanto di munizioni detenuto illegalmente. La difesa dell’imputato rappresentata dall’avvocato Angelo Palmieri e Gaetano Marciano ha cercato di scardinare l’impianto accusatorio molto complicato e complesso.
Un quantitativo di sostanze stupefacente piuttosto ingente che ha spinto la Procura pontina a chiedere una pena esemplare a 8 anni e 8 mesi di reclusione. In forza dello “sconto” di un terzo della pena garantito dal rito abbreviato alternativo al dibattimento ecco la riduzione a sei anni.
Era fine giugno quando i militari del Nucleo operativo radiomobile e i colleghi del Nucleo investigativo del capoluogo hanno iniziato a tenere sotto controllo il sospetto. Poi lo hanno fermato per un normale controllo durante il quale sono stati trovati circa 100 grammi di droga. A quel punto è scattata anche la perquisizione presso l’abitazione di Manera. Qui, nel bagno, all’interno di una scarpiera è stato trovato il grosso quantitativo di stupefacente. Era invece nel mobile accanto al lavabo la pistola revolver, risultata rubata nel 2004 nel Comune di Mentana (provincia di Roma) insieme a cinquanta pallottole tutte rinvenute e sequestrate. L’inizio del 2016 è stato ricco di successi per le forze dell’ordine che solo qualche giorno prima e nel giro di due giorni effettuarono in distinte operazioni di Arma e Polizia, il sequestro di 110 chili di droga nella casa di una donna in via delle Mele e di una tonnellata di hashish e un chilo di cocaina con l’arresto di quattro marocchini.
«Questa operazione conferma ancora una volta quanto la piazza di Aprilia sia nevralgica, appetibile e soprattutto importante» affermava il tenente colonnello Vincenzo Ingrosso, comandante del Reparto territoriale dell’Arma ad Aprilia e aggiungeva che i sequestri, oltre naturalmente all’obbiettivo di togliere dalle strade la droga, erano l’arma migliore per contrastare le attività delle organizzazioni criminali plaudendo all’impegno e alla professionalità dei suoi militari e dei colleghi di Latina.