Duecentomila euro subito, quindicimila euro al mese per venti anni e un bonus finale da centomila euro. In totale ben 3,9 milioni di euro. Una di quelle occasioni che ti cambiano la vita. Sicuramente tale da far entrare il fortunato nel piccolo olimpo dei grandi ricchi grazie a una lotteria. Ma per andare così il biglietto portato all’incasso doveva essere vero. Un operaio di Sermoneta, oltre a restare con un pugno di mosche in mano, si è invece trovato ora indagato per tentata truffa e ricettazione dalla Procura della Repubblica di Roma, con il rischio di finire processato e con una condanna pesante, visto che per la sola ricettazione sono previste pene fino a otto anni di reclusione.
La vicenda risale al 2 luglio 2015, quando Massimiliano C., 49 anni, romano trapiantato a Sermoneta, presentò all’Ufficio premi appunto concessionario delle Lotterie nazionali un biglietto gratta e vinci «Mega turista per sempre». Un tagliando da ben 3,9 milioni, con 200mila euro da incassare subito, un po’ rovinato per la verità, essendo strappato in quattro parti, ma con il quale l’operaio era sicuro di cambiare vita. Il sogno di lussi futuri si è però infranto sullo scoglio dei controlli compiuti dall’Ufficio, che prima di pagare una cifra del genere ovviamente ha fatto tutti gli accertamenti possibili. E il verdetto è stato durissimo: un biglietto «interamente contraffatto».

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