Si terranno in questa settimana ulteriori sopralluoghi presso la villa di via Giovenale al civico 19 nella zona di Santo Janni, finalizzati a risolvere quello che resta ancora un giallo, anche dopo l’autopsia sul corpo di Giuseppe Lancella dell’altro ieri che è durata oltre cinque ore.
A questo punto i consulenti - nello specifico la dottoressa Daniela Lucidi, incaricata dal giudice; il medico nominato dal pubblico ministero, il dottor Alessandro Mariani; il medico della difesa, il dottor Giancarlo Pacilio; ed il consulente della parte civile, il dottor Filippo Marino -, si recheranno nella casa situata a Gianola per verificare la compatibilità delle lesioni riscontrate al cranio e sul corpo di Lancella con le varie ipotesi avanzate. Cioè se si sia trattato di una caduta accidentale o altro.
Ci sarà da verificare anche la compatibilità delle lesioni riportate da Andrea Tamburrino, 41 anni originario di Carinola, ma residente da anni a Formia, indagato a piede libero per l’omicidio di Lancella. Il 41enne, infatti, era stato ritrovato al momento dell’arrivo dei carabinieri all’interno di uno sgabuzzino della villa con un taglio alla gola, in stato di choc. Per questo era stata ricoverato presso l’ospedale Dono Svizzero di Formia. I sopralluoghi del gruppo di consulenti serviranno a mettere insieme altri tasselli e soprattutto a verificare cosa possa essere successo in quell’abitazione dieci giorni fa, venerdì 2 dicembre. La difesa di Andrea Tamburrino, inoltre, ha inoltre nominato un ulteriore consulente tecnico, l’architetto Michelangelo Gargano, che avrà il compito di redigere una perizia nella quale sarà ricostruita la pianta della villa, quindi la conformazione dell’immobile con le stanze, i piani, e i vari materiali usati per costruire le scale, i corrimano, i pavimenti.
Per il 21 febbraio è prevista la relazione dal Gip della dottoressa Lucidi.
Intanto ieri mattina la salma di Lancella è stata restituita ai familiari ed i funerali si sono tenuti questo pomeriggio alle 15 nella chiesa di Sant’Erasmo a Formia.