Quelli che fino a poco tempo fa potevano essere scambiati per casi sporadici di furti di energia elettrica, stratagemmi utilizzati da commercianti “furbetti” per abbattere i costi fissi in tempi di crisi, ora sembrano celare un vero e proprio sistema, un metodo che viene applicato in maniera seriale e permette agli esercenti disonesti di risparmiare cifre importanti, ovviamente ai danni del gestore che fornisce il servizio, il più delle volte l’Enel. Eclatante l’ultimo caso accertato: un’attività ricreativa del litorale in cinque anni avrebbe rubato 180mila euro di corrente.
È la mole di attività note del capoluogo a suggerire agli inquirenti la presenza, nel Pontino, di un sodalizio più o meno organizzato di tecnici elettricisti che opera nell’ombra e in cambio di poche centinaia di euro mette a disposizione la propria dimestichezza con gli impianti per manomettere il contatore dei consumi o peggio aggirarlo, consentendo all’utente di nascondere al fornitore il reale consumo di energia del proprio negozio come della piccola azienda.

L'articolo completo in edicola (19 dicembre 2016)