Anche a Latina è possibile assistere a scene di ordinaria follia nei centri di accoglienza allestiti per i profughi. Alcuni di loro, per fortuna non tutti, non perdono l’occasione per protestare ogni qual volta sospettano che i soldi destinati alla loro accoglienza vengono utilizzati in maniera impropria, ma il più delle volte la scintilla scatta senza un motivo reale. In una casa famiglia nella periferia del capoluogo sono arrivati al punto di litigare per la dimensione delle razioni di cibo che la cooperativa serve loro.
La scena nell’ex centro di recupero per tossicodipendenti “Valle della Speranza” di Le Ferriere trasformato appunto in centro di accoglienza per richiedenti asilo politico provenienti dall’Africa, è stata alquanto singolare, per non dire grottesca. Nella serata di sabato, la Vigilia di Natale, è stato necessario l’intervento della polizia per riportare la calma. A chiamare la centrale operativa del 113 è stato, impaurito, un bengalese che lavora per la cooperativa che gestisce quel centro e quella sera era stato incaricato di portare il pasto. Tra le pietanze c’erano anche dei polli arrosto, divisi in pezzi per i vari profughi e la scintilla è scoppiata quando uno degli ospiti ha iniziato a lamentarsi perché il suo pezzo di carne era più piccolo di quelli consegnati agli altri suoi connazionali.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (27 dicembre 2016)