Conti, soprattutto conti nelle preoccupazioni dei sindaci. Perché bisogna fare i conti prima di sperare di realizzare qualcosa di nuovo, diverso, utile, che resti nella memoria e nel contesto collettivo. E i Comuni, obiettivamente, stanno scontando i tagli pesantissimi fatti negli ultimi anni dal Governo centrale con l’obiettivo di eliminare gli sprechi e ottimizzare le risorse.
Ma i risultati finora sono stati poco incoraggianti e soprattutto a farne le spese sono stati alcuni servizi cardine, come quelli legati al welfare o offerte essenziali come il trasporto pubblico.
Per questo molti sindaci si augurano di poter far quadrare i conti nel 2017 e di uscire anche dalle secche di errori del passato fatti con dolo o, talvolta, per imperizia o, più probabilmente, con l’idea che in qualche modo sarebbero arrivati comunque altri finanziamenti pubblici in soccorso delle casse asfittiche. Invece non è stato così e adesso le amministrazioni comunali vengono chiamate ad una prova di efficienza cui non sono preparate, non tutte almeno. I riflettori sono inevitabilmente puntati sulle città maggiori, Latina, Aprilia, Cisterna, Terracina. Eppure è dai centri medio-piccoli che arrivano le idee più innovative forse perché sono aiutati dalle dimensioni ridotte e dalla capacità di vedere da molto vicino le lacune più importanti nell’amministrazione quotidiana, nonché individuare soluzioni alterative, come il ricorso ai fondi comunitari.
Quasi a sorpresa ambiente e cultura conquistano il primo posto nei sogni e negli obiettivi dei sindaci. Poco (o meno) spazio alle opere pubbliche, ai piani faraonici che comporterebbero sicuro consumo di nuovo territorio.
E, in compenso, sono molte di più le parole spese in favore di un nuovo teatro, delle biblioteche, dei progetti per la cultura diffusa o per la tutela del lungomare, dei laghi, dei fiumi. Non era scontato e non è usuale in una provincia che ha fatto dello sfruttamento del suolo la sua vera (e brutta) carta d’identità con risultati che adesso cominciano a far sentire gli effetti negativi anche a livello economico. Non c’è traccia nelle aspettative degli amministratori di nuove strade, parcheggi, ponti, porti o ve ne è un minimo accenno. Massima attenzione invece per aspetti finora considerati quasi marginali se non fastidiosi, come la tutela dell’ambiente e la sua conservazione nello stato migliore possibile.
Se non è un cambiamento epocale ci manca poco. E c’è anche un aspetto pratico dietro questa nuova connotazione ambientalista ed è l’accesso ai fondi comunitari che sono una risorsa nuova ma legata sempre a progetti sostenibili sul piano dell’impatto ambientale. E questo elemento è stato sicuramente tra i più convincenti per le nuove amministrazioni locali che hanno virato verso una gestione più verde e accettabile, o lo stanno facendo. Comunque si stanno adeguando. Resta da vedere nella pratica cosa succederà davvero ai Comuni costieri che sono quelli che corrono i maggiori rischi circa lo sfruttamento dell’ambiente e del litorale. Stesso test riguarderà gli impegni per la promozione della cultura, anche questa una voce importante del programma di investimenti comunitari.

IL SERVIZIO COMPLETO E I PROPOSITI DEI SINDACI PONTINI IN EDICOLA CON LATINA OGGI (2 gennaio 2016)