Il confine tra la tutela ambientale e l’eccessivo rigore a Sabaudia è sempre molto labile. Spesso confuso ed anche quando si cerca di individuare delle regole che possano in qualche modo mettere ordine su un territorio così fragile e meraviglioso allo stesso tempo, la matassa si ingarbuglia. Questo spesso accade perchè manca il confronto tra Enti e categorie. In buona sostanza, quando il percorso delle istituzioni e quello di chi su un territorio ci vive restano binari paralleli, senza mai incontrarsi anche gli interessi comuni si trasformano in annosi conflitti. Ed è per questo che ieri gli operatori balneari e turistici hanno incontrato il consigliere regionale Enrico Forte, per affrontare la questione relativa al Piano della Regione Lazio inerente le zone speciali di conservazione e il Piano del Parco. La delegazione era composta da Presidente di Cambia Sabaudia Aldo Piccotti, dal Presidente del Sib, Mario Ganci, dal presidente del Consorzio Mare Pontino, Marco Beoni, dal presidente del comitato del Lungomare Alessandra Frezza, dal rappresentante del comitato Pescatori sportivi Alfredo Proietti e da alcuni esponenti delle attività commerciali. Tutti insieme per chiedere al consigliere di fare da tramite con la Regione per trovare soluzioni condivise al mare di paletti arrivati con le norme a tutela dei fondali.
Ovviamente quello che sta diventando il “caso lungomare”, preoccupa. La Regione che ha adottato le misure di conservazione di nove Sic marini, finalizzate alla designazione delle Zsc, ai sensi della direttiva europea habitat. Tradotto: nei cosiddetti siti di importanza comunitaria, che per quanto riguarda il territorio pontino sono quattro e vanno da Torre Astura a Sperlonga, sono state stabilite nuove regole, limitative della pesca e di altre attività e che possono portare anche a rendere alcune zone inaccessibili alle persone. Poi c’è il Piano del Parco, in cui si fa riferimento al lungomare in alcuni passaggi che evidentemente le associazioni vogliono capire meglio. Per questo ieri è stato chiesto che le linee contenute nei diversi piani, trovino una «traduzione». Insomma gli operatori vogliono capire cosa accadrà sul territorio. Il Consigliere Forte, avendo recepito le istanze, si è detto disponibile a far pervenire ai soggetti interessati le informazioni dettagliate necessarie ad una maggiore conoscenza della problematica. Allo stesso tempo le associazioni sono pronte a mettersi al lavoro per presentare osservazioni ad entrambi i piani.