A ricordare a tutti che le Province non sono state abolite ma che, anzi, vivono e vegetano con pochi soldi e tante aspirazioni, c’è il voto di oggi. E’ una domenica di elezioni anche se non si vede perché gli elettori sono appena 473 (sindaci e consiglieri comunali), il seggio è uno solo, aperto presso la sala Cambellotti del Palazzo della Provincia dalle 8 alle 20. E i posti disponibili sono solo 12. E comunque gli elettori non sono neanche parificati perché la legge di questa elezione cosiddetta di secondo grado «pesa» la provenienza del singolo elettore. Se è consigliere di una città grande conta di più. Quasi feudale come situazione ma comunque accettata. Tutto è diverso, seppure legittimo, nel voto di oggi. Non c’è silenzio della propaganda poiché, infatti, non c’è stata alcuna campagna elettorale pubblica. Semplicemente le forze politiche si sono messe d’accordo su chi votare e già prima dell’apertura dell’unica urna si potrebbe fare l’elenco dei prossimi consiglieri. Come si è potuto notare, questa originale campagna elettorale non ha visto scontri tra i partiti, confronti su temi o problemi o servizi o semplicemente sulla opportunità stessa di tenere in piedi un ente intermedio che conta meno della Regione, molto meno dei Comuni e riesce a programmare appena per trimestri, come dimostrano le determine sugli incarichi ai dirigenti.

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