L’allargamento di via Gorgona lo pagheranno anche i privati. E’ noto che l’ordinanza firmata dal sindaco Antonio Terra n. 68 del 10 marzo 2015 con cui, al fine di garantire la sicurezza della circolazione e l’incolumità dei residenti, è stato disposto l’ampliamento di via Gorgona oltre che dello svincolo di immissione su via dei Cinque Archi, è stata annullata dal Tar. Da quel febbraio forse anche a causa della bagarre scoppiata intorno a quei lavori necessari visto l’aumento dei mezzi in transito diretti alla Rida Ambiente, al caos scoppiato in merito ai rapporti tra il sindaco e l’imprenditore proprietario proprio della Rida Ambiente, di fatto non è stato fatto più nulla. Nel frattempo proprio l’imprenditore a cui il Comune ha giustamente presentato il conto di quei lavori ha promosso ricorso per non pagare. Non solo, ma lo stesso legale dell’azienda, aveva “consigliato” al Comune il da farsi, cioè adottare un atto di acquisizione sanante dei terreni su cui sono stati effettuati i lavori. E il Comune, proprio nelle scorse ore ha effettivamente deciso di procedere in quel senso. Cosa significa tutto ciò? A rigor di legge, il Comune di Aprilia che ha di fatto effettuato i lavori senza il titolo di proprietà dato che non aveva perfezionato l’esproprio delle aree, ha dovuto riconoscere di aver effettuato lavori illegittimi. Un Dpr, o meglio il Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità permette all’amministrazione che modifichi un bene immobile, per scopi di utilità pubblica, in assenza del titolo, di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, di acquisire al patrimonio pubblico il bene in un secondo momento, dietro naturalmente il riconoscimento di un indennizzo. Lo prevede la legge e l’amministrazione ha legittimamente disposto tutto ciò.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (14 gennaio 2017)