I segreti e gli errori, le paure e le lacune: tutto in una relazione, quella che i curatori della fallita Latina Ambiente spa stanno compilando in questi giorni. E che, probabilmente, è l’atto più temuto da quando si sta dipanando la matassa scura dei conti fallaci della società partecipata dal Comune di Latina. Rovistando tra i bilanci e i pagamenti emerge l’ipotesi più scomoda, quella di una forma di bancarotta che avrebbe condannato senza pietà la partecipata più importante dell’ente. L’analisi va indietro di dieci anni e la prima ombra prende corpo nel 2011, anno in cui il cda approva la distribuzione degli utili per circa un milione di euro. E’ un passaggio cruciale per una serie di ragioni. La prima riguarda lo stato di semi dissesto che già era presente dentro la spa e la sua esposizione milionaria verso l’Erario. In pratica quei soldi potevano (e dovevano) andare a ripianare parte dei debiti e comunque una spa decotta non si comprende come possa produrre utili né come i soci possano accettare quello stato di cose se non in malafede e comunque può essere quello il punto di partenza perché la Procura contesti la bancarotta. 

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (14 gennaio 2017)