Condannato a 18 anni e 9 mesi per l’omicidio di Igor Franchini. Questa la decisione dei giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma chiamati per la terza volta a decidere se Giovanni Emanuele Morlando, 27 anni di Formia, sia stato o no il coautore dell’assassinio del ballerino di Scauri ucciso all’età di 19 anni, il 24 gennaio del 2009. Un omicidio per cui è stato condannato in via definitiva, a 14 anni di reclusione, Andrea Casciello, di Formia, all’epoca 19enne. Il giovane scelse la via più breve per uscire di “scena”, scelse infatti di essere giudicato col rito abbreviato in sede di udienza preliminare davanti al gup di Latina, Lucia Aielli. Una strategia che gli permise di ottenere lo sconto della pena di un terzo e la possibilità di presentare Appello. Diversa invece la strada scelta dal Morlando che decise di continuare con il rito ordinario che si celebrò davanti al collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Pier Francesco D’Angelis. In primo grado venne condannato a 26 anni per l’omicidio, mentre per l’occultamento e la distruzione di cadavere venne condannato a tre anni e tre mesi, pena che ha già scontato. Reati questi, che lo stesso Morlando nel corso del dibattimento ammise di avere commesso. Non ammise invece di avere commesso l’omicidio di Franchini, ucciso con 43 coltellate nella villetta di Santo Janni, nella periferia sud di Formia. Insieme a Morlando e Casciello, vennero indagati e processati altri giovani, tra loro anche un minore. Tutto il gruppo di amici si prodigò - secondo la ricostruzione dell’accusa -, ciascuno con una diversa mansione: chi trasportò il cadavere del giovane nelle campagne di Santa Croce, poco distante dalla casa, per dargli fuoco per distruggere il cadavere (non riuscendo nell’intento); chi invece si occupò di dare fuoco alla Mini minor Igor, che andò completamente distrutta insieme a tutte le prove che vi erano contenute; chi invece si preoccupò di pulire la villetta, in particolare la cucina dove avvenne lo scontro. Alla base della lite che sfociò in omicidio forse un debito di gioco o di droga.
Ma la vicenda processuale legata all’uccisione di Igor, nella villetta di Santo Janni, sembra ancora lontana dal definirsi, in quanto i legali di Morlando, difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giuseppe Cincioni, hanno già annunciato che presenteranno ricorso appello alla Corte di Cassazione. Le motivazioni saranno depositate tra novanta giorni. Dopo la condanna a ventisei anni, in primo grado e una sentenza di assoluzione in Appello, annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione, e una condanna, ora la difesa dovrà di nuovo rimboccarsi le maniche e rivolgersi di nuovo ai giudici della Corte di Cassazione. Ieri in udienza erano presenti anche le parti civili, la madre di Igor, la signora Margherita Salice e il fratello Jonathan, nei confronti dei quli è stata riconosciuta una provvisionale di 50mila euro ciascuno.