La curatela fallimentare della Agw srl chiede formalmente all’imprenditore Alberto Veneruso e al suo commercialista Giorgio Di Mare il risarcimento del danno arrecato alla società, calcolato in 53 milioni di euro. Questa è la domanda principale, in via concorrente la stessa cifra viene chiesta anche alla compagna, Giuseppina Pica, alla Alven Service spa in liquidazione, alla Sfim spa (pro quota). La Agw è la povera srl spolpata da Veneruso e dal gruppo dei suoi fedelissimi e per questo il curatore Vincenzo Loreti ha proposto l’istanza davanti alla Sezione imprese del Tribunale di Roma. Negli atti viene ricostruita la storia di Agw (già Avionteriors spa) fallita nel 2012: come attestato anche dalla Corte d’Appello ci fu un abuso degli strumenti concordatari e la volontà di sottrarre la competenza al giudice naturale. Quasi un vezzo per alcuni. Non è la prima volta che succede in vicende afferenti il Tribunale di Latina. In questo caso «si voleva sottrarre la gestione del fallimento ad un ufficio giudiziario non gradito». Ancor prima il Tribunale aveva descritto il percorso di quella società come «visibilmente improntato alla illecita elusione della garanzia patrimoniale verso i suoi creditori, attraverso alchimie criminali». Materiale buono anche per la Procura che a settembre scorso ha ottenuto l’arresto di Alberto Veneruso; nello stesso procedimento, partito appunto dal fallimento Agw, sono indagati Giorgio Di Mare e Giuseppina Pica, definita in atti «prestanome in intestazioni fiduciarie/fittizie di ingenti patrimoni»

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